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PER L’ANIMA

La festa della “Divina Misericordia”

I desideri di Gesù, le sue promesse e le grazie, come pregare la coroncina

La "Misericordia di Dio" è un concetto ampio, direi immenso, che per essere spiegato al meglio dovrebbe essere visto da aspetti diversi. Sicuramente un concetto che mal si dimensiona in un articolo di giornale per quanto è vasto. La prima domenica dopo il giorno della Santa Pasqua si celebra la "Festa della Divina Misericordia". Fu Gesù stesso a parlare con Santa Faustina Kowalska del desiderio di istituire la festa e nel 2001 il Pontefice Giovanni Paolo II, nonostante il disaccordo di molti prelati, fisso questa importante data. Spesso, ovviamente parlo di me, è difficile a livello umano capire i piani di Dio sull'uomo, molto più difficile è a mio avviso concepire il perdono, incondizionato, dell'Onnipotente nei nostri confronti, soprattutto quando sbagliamo consapevoli del peccato, di ciò che è giusto o sbagliato. La "misericordia" è un sentimento di compassione e deriva dal latino misereor (ho pietà) e cordis (cuore). Il nostro Dio ha misericordia di noi, vuole che crediamo in questa misericordia. E' un padre che si rivela, che ci lascia in pace se non lo cerchiamo ma che ci ama sempre e comunque e attende solo un nostro segno per abbracciarci. E' un padre che ha compassione per i nostri errori. La misericordia divina c'è anche se non la vogliamo. La cosa difficile è solo superare l'orgoglio di fare tutto da soli, di non credere che nonostante le nostre cadute ci sia un Dio che ci ama e che ci aspetta sempre per essere misericordioso con noi. Il Vangelo è ricco di esempi della misericordia di Dio, anche il mondo di oggi è ricco di situazioni ed episodi che tracciano la strada della misericordia divina nei confronti dell'uomo. Ovviamente è più facile negare le cose semplici e la nostra bilancia interiore sa pesare bene solo le cose negative. Beh Dio, invece, con la sua bilancia vede solo il bene e legge il nostro cuore: Lui sa che ognuno di noi ha bisogno della sua Misericordia.

LA FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA. Nel 1931 a Plock (Polonia) fu Gesù stesso a parlare a Suor Faustina del desiderio di istituire la "Festa della Divina Misericordia"; fu lui stesso, in 14 apparizioni alla santa, a stabilire la data: la prima domenica dopo la Pasqua. Questa data non è stata scelta a caso, indica infatti lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia. Nove giorni prima della festa, il Venerdì Santo per la precisione, è possibile iniziare la Novena della Divina Misericordia. Gesù disse a Suor Faustina: "Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia incommensurabile Misericordia! L'Anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà piena remissione di colpe e castighi. Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa".

LE RAGIONI DELLA FESTA. Gesù stesso ha spiegato a Suor Faustina il perché ha chiesto l'istituzione della festa: "Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre".

I DUE DESIDERI DI GESU' PER LA CELEBRAZIONE DELLA FESTA. Gesù ha espresso due desideri per la celebrazione della "Festa della Divina Misericordia":
1) che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato;
2) che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia.

LE PROMESSE DEL SALVATORE. "In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene" ha detto Gesù. Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Santa Comunione ricevuta nella festa della Misericordia. Gesù non ha limitato la sua generosità solo a questa, anche se eccezionale, grazia. Infatti ha detto che "riverserà tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia", poiché‚ "in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto". Tutte le persone, anche quelle che prima non nutrivano devozione alla Divina Misericordia e persino i peccatori che solo quel giorno si convertissero, possono partecipare alle grazie che Gesù ha preparato per la festa. Gesù, in questo giorno, vuole regalare agli uomini non solo le grazie salvificanti, ma anche i benefici terreni, sia alle singole persone sia ad intere comunità. Tutte le grazie e benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, a patto che siano chieste con grande fiducia.

LE TRE GRAZIE. Gesù ha promesso tre grazie alle anime che adoreranno la Divina Misericordia:
1) La salvezza eterna: "L'anima che venererà questa immagine, non perirà";
2) La vittoria sui nemici della salvezza e progressi sulla via della perfezione umana: "Prometto pure già su questa terra (...) la vittoria sui nemici";
3) Grazia di una morte felice: "Io stesso la difenderò come Mia propria gloria nell'ora della morte".
Gesù non ha posto limiti a queste grazie e ai benefici terreni: l'importante è venerare con fiducia l'immagine della Divina Misericordia. "Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della misericordia". "Proteggerò, come una madre protegge il suo bambino, le anime che diffonderanno il culto alla Mia Misericordia, per tutta la loro vita; nell'ora della loro morte, non sarò per loro Giudice ma Salvatore".

L'IMMAGINE. Fu Gesù a dettare a Suor Fastina il modo di realizzazione del quadro santo della Divina Misericordia. Si tratta di un quadro con il Salvatore in piedi vestito di bianco. Ha una mano alzata per benedire mentre l'altra è appoggiata al suo cuore (precisamente nel punto dove la lancia lo trafisse sulla croce) da dove partono due raggi di luce: uno rosso e l'altro celeste. I due raggi rappresentano il sangue e l'acqua. Sotto c'è la scritta "Gesù, confido in te". Lo sguardo di Gesù nel quadro è di una dolcezza straordinaria: "Il mio sguardo da questa immagine è tale e quale al mio sguardo dalla croce". Gesù disse ancora a Suor Faustina: "Questa immagine deve continuamente ricordare alla povera umanità l'infinita Misericordia di Dio. Chiunque avrà esposta ed onorata, nella sua casa, la Mia Divina Effigie sarà preservato dal castigo". "Quanto più grande è la miseria degli uomini, tanto maggior diritto hanno alla Mia Misericordia, perché desidero salvarli tutti. Scrivi che prima di venire come Giudice, spalancherò tutta la grande porta della Mia Misericordia. Chi non vuol passare da questa porta, dovrà passare per quella della Mia Giustizia. La sorgente della Mia Misericordia è stata aperta dal colpo di lancia sulla Croce, per tutte le Anime. Non ne ho esclusa nessuna. L'umanità non troverà né tranquillità né pace finché non si rivolgerà alla Mia Misericordia. Dì all'umanità sofferente che si rifugi nel Mio Cuore Misericordioso, ed Io la ricolmerò di pace".

COME INVOCARE LA DIVINA MISERICORDIA: LA CORONCINA. Gesù ha ispirato a Suor Faustina una potentissima preghiera: la Coroncina della Divina Misericordia, che si recita sulla corona del Santo Rosario. La coroncina va recitata alle ore 15, l'ora della Divina Misericordia. Si inizia con il segno della croce e poi pregando un Padre Nostro, un Ave Maria, un Gloria e il Credo. Sui grani più grandi del rosario si recita: "Eterno Padre, ti offro il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero". Sui grani più piccoli del rosario: "Per la sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero". Alla fine della coroncina si recita per tre volte: "Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero". Si conclude con il segno della croce.  

- 30 Aprile 2011

Articolo scritto da Gioia Maria Tozzi
Redazione TevereNotizie.com

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