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EDITORIALE

La conoscenza di noi stessi

Ci conosciamo noi? Conosciamo la strada che il sangue percorre nel suo viaggio verso l'estrema periferia del nostro sentire?

'Vento' - Van Gogh

'Vento' - Van Gogh

"E un uomo disse: parlaci della conoscenza di noi stessi.
Ed egli rispose, dicendo:
Nel silenzio i vostri cuori conoscono i segreti dei giorni e delle notti".
(Tratto da "Il profeta" di Kahlil Gibran)

Alzi la mano chi è d'accordo! La mia è alzata, bella alta.
Dopo aver preso in prestito le parole di Gibran, non vorrei scomodare anche Pirandello con i suoi dubbi su come ci vediamo noi e su come, invece, ci vedono gli altri; però è evidente che la nostra percezione delle persone che ci circondano non può rappresentare una verità assoluta. Noi riusciamo solo a vedere l'immagine degli altri, ne vediamo l'involucro esteriore e spesso anche dopo anni, o decenni di convivenza, ci ritroviamo a pensare di essere stati accanto ad un perfetto sconosciuto: ma chi è quest'uomo o questa donna che dorme nel mio letto? Chi sono queste persone che chiamiamo figli, fratelli, amici, colleghi!? Ma in fondo è normale, non siamo nella loro testa, non sentiamo i battiti del loro cuore, non viviamo i palpiti della loro anima! E noi stessi? Ci conosciamo noi? Conosciamo la strada che il sangue percorre nel suo viaggio verso l'estrema periferia del nostro sentire? Quante domande. Le riassumiamo tutte in una: chi siamo noi? Torniamo all'alzata di mano e contiamo: uno, due, tre... non ne vedo tante alzate ed anche la mia è abbassata stavolta. Io non credo di conoscermi ancora, altrimenti non continuerei a fare tanti sbagli nella mia vita, però so di avere le risposte a portata di mano.

"Ma le vostre orecchie hanno sete del suono della conoscenza del vostro cuore" (Gibran). Le risposte sono lì, le intravedo nel labirinto dei miei pensieri, a volte quando il vento fresco del nord ripulisce aria e mente, posso persino vederne i colori e la sostanza, altre volte lo scirocco folle riempie l'aria di calura, di umidità, di ombre, di odori forti, ed allora le certezze si perdono e restano solo le domande. Domande che tornano a tormentare il cuore, il quale prova a rispondere, ma non sempre ci riesce. Ed allora ecco la voglia, il desiderio, la bramosia di conoscersi, di migliorarsi, di sentirsi liberi da tutto ciò che ci incatena nella mediocrità.  

"Vorreste esprimere a parole ciò che avete sempre conosciuto nella mente". (Gibran). E le parole, aiutano le parole a mettere ordine nella matassa ingarbugliata dei pensieri? Stavolta alzo tutte e due le mani. Le parole  nascono dalla fusione di mente, anima e cuore, e nella mente, nell'anima e nel cuore sbattono, scavano, cercano, modellano per dare forma a dubbi e certezze, per rendere comprensibili le nostre angosce, per farci avvicinare alla verità.

 "Vorreste toccare con mano il corpo nudo dei vostri sogni". (Gibran). Ed è vero! Questa sì è Verità! Abbiamo bisogno di sognare, di inseguire i nostri sogni, piccoli o grandi che siano, abbiamo la necessità di sperare che il nostro quotidiano non sia tutto nel mutuo da pagare o nelle incazzature con il capo ufficio, che non sia solo la vacanza di una settimana sulla spiaggia ad agosto. Vogliamo poter toccare i nostri sogni, sentirli/sentirci fremere al tocco leggero di una mano curiosa di sentire quanta vita c'è in un sogno scordato, dimenticato, ricorrente, assordante... Adesso, abbassiamo le mani, apriamo gli occhi e guardiamoci, guardiamo il nostro viso, ecco sì, siamo proprio noi quella persona dalla faccia stupita, con quella ruga che forse ieri non c'era, ma chi se ne frega, siamo noi, siamo noi, SIAMO NOI! È un attimo solo, un battito di ciglia e non ci siamo più, solo un mezzo respiro e torniamo a dare del Lei allo sconosciuto che ci sorride beffardo.

"Perché l'anima cammina su tutti i sentieri.
L'anima non procede in linea retta, né cresce come una canna.
L'anima si dischiude, come un fior di loto dagli innumerevoli petali"
(Gibran)
In fondo mi piace che sia così, mi piace il mio cercare, il mio usare le parole, il mio desiderio di sognare. Voglio conoscermi.

di Roberto Grande

- 11 Marzo 2010

Roberto Grande

Articolo scritto da Roberto Grande
Redazione TevereNotizie.com

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1.

Ho come l'impressione, leggendo quest'articolo, che ci si senta perseguitati dal divario tra sogni e realtà... perseguitati dal pensiero di vivere una vita "mediocre". Ma chi può definire i contorni di una vita mediocre o di un sogno stupendo? Chi? Questa ricerca affannosa nel volere sempre, a tutti i costi il "meglio".... ma chi può dirlo cosa sia il "meglio"? A volte le parole diventano note di un pentagramma che ci parla e ci scalda come queste bellissime parole di Roberto. Ma altre volte non bastano a raccontare certe cose... Il silenzio è come la notte... a volte è il mio miglior amico. Lui mi capisce e mi guida, è coerente...discreto. E' forse mediocre la vita di un bambino che si arrampica alla vita per non morire e affronta chemio, torture, fuorivena... Io lo trovo un eroe silenzioso che nessuno conosce eppure il suo sogno non era cosi lontano... lui chiedeva solo di vivere.. E' forse mediocre la solitudine di una giornata di un vecchietto che aspetta la sera? Perchè questo divario tra sogno e realtà?? Forse se si vivesse la realtà con uno spirito più leggero... con l'animo di un bambino... forse la realtà potrebbe avvicinarsi ai sogni e i sogni... alla realtà. Quella ruga mi calza a pennello se sorrido con gli occhi di un bambino....

Commento inviato il 09-10-2010 da mrianna salvàti

2.

Mi sembra che la Madonna abbia dato un suggerimento concreto per conoscere noi stessi: su questo sito, pochi giorni fa, è stato pubblicato un messaggio della Madonna di Medjugorie, che, tra l'altro, dice: “Per conoscere e amare voi stessi dovete conoscere mio Figlio, mentre per conoscere ed amare gli altri dovete vedere in essi mio Figlio”. La Madonna ci dice che è impossibbile conoscere se stessi, senza conoscer suo Figlio. Senza il quale potremo solo illuderci di conoscere noi stessi.

Commento inviato il 10-08-2010 da Oreste Malatesta

3.

Sì. è davvero bello quanto difficile potersi conoscere. Potremo mai riuscirci totalmente? Credo proprio di no. La nostra personalità è alquanto dinamica e imprevedibile. Questa è la bellezza e la grandezza del nostra irripetibile unicità. Sai cogliere sfumature e dipingere con le parole delicati stati d'animo. Sei davvero Grande Roberto.

Commento inviato il 15-03-2010 da GIULIANA PERANTONI

4.

Si anch'io voglio conoscermi.....è una conoscenza che dura tutta la vita. Più ti conosci più il tuo rapporto con te stesso e con gli altri migliora!! E' sempre un piacere leggere le cose che scrivi. Grazie.

Commento inviato il 13-03-2010 da Carmela

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