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NOVITA' AL CINEMA
Ridley Scott ripropone, a suo modo e senza mezzi termini, la figura immortale del mito inglese
Non è di certo il Robin Hood a cui film e libri ci hanno abituato. È il punto di vista che viene del tutto modificato, e in qualche modo, stravolto. Ma Ridley Scott non sbaglia. Riesce a cambiare il punto di partenza senza perdersi nei meandri del nuovo, senza lasciarsi travolgere dalla smania di sconvolgere. Robin Hood inizia questo film combattendo fianco a fianco con Re Riccardo, un Cuor di Leone, molto più umano del solito, con vizi e difetti. L'esercito inglese saccheggia i villaggi francesi, mentre torna a casa dalle Crociate e lo fa agli ordini del suo carismatico re, che nessuno osa contraddire. In questa rivisitazione di una storia immortale svolgono un ruolo decisamente nuovo ed importante i francesi. Tutti gli attori sono bravi nei loro ruoli. Le scene corali vanno per la maggiore. I costumi sono impeccabili e curati nei dettagli. I dialoghi, sempre conditi da un pizzico di ironia, lasciano che le due ore e trenta scorrano davvero in modo piacevole. Il film è molto bello, ma resta impossibile non fare il paragone con "Il gladiatore", un capolavoro insuperabile, tant'è che in alcune scene sembra strano non ascoltare frasi del tipo: "Al mio segnale scatenate l'inferno!".
LA TRAMA. Robin Hood, alias Russel Crowe, sta tornando dalle Crociate assieme al suo re Cuor di Leone e a tutto l'esercito inglese. Lungo il tragitto saccheggiano e uccidono senza pietà, in nome della religione. Ad un tratto, quando sono ad un passo dalla madre patria, succede quello che nessuno si aspetta e la vita di Robin Hood e dei suoi tre compagni fidati cambia totalmente. In pochi giorni i quattro si ritrovano a Nottingham, dove il solito sceriffo scanzonato e un po' vigliacco, ma di grande avidità, non lascia in pace l'immancabile Lady Marion, alias Cate Blanchet, dai tratti decisamente inglesi e perfetta in quel ruolo. Mentre il Barone di Loxley, alias William Hurt, ormai cieco, attende che il proprio figlio torni dalle Crociate. Dalla parte dei cattivi siedono Giovanni, fratello avido di Re Riccardo, e il suo crudele e arrivista braccio destro Godfried, alias Mark Strong. In breve tempo Robin di Loxley diventa Robin Hood e Ridley Scott, racconta i motivi che lo hanno portato dall'essere un cavaliere al servizio della madre patria, all'essere una leggenda al servizio della giustizia. Ridley Scott chiude il suo film nella foresta di Sherwood, lo stesso luogo da cui tutti gli altri film su questo bandito-eroe hanno avuto inizio.
di Stefano Papalia
- 17 Maggio 2010
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