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ALLA RISCOPERTA DEI CLASSICI

"Cime Tempestose". Una grande e profonda storia di amore e odio

Heathcliff e Catherine, divisi per sempre, insieme per l'eternità

A cavallo tra il settecento e l'ottocento, in un paesino dell'Inghilterra chiamato Gimmerton, due tenute dai nomi altisonanti e legate da un unico confine, diventano teatro della storia delle storie, di un grande e spaventoso romanzo d'amore. Una storia capace di mescolare sogno e realtà, perché sogno e realtà si mescolano nella mente di chi scrive, nella mente di Emily Bronte. Un romanzo che mette in contrapposizione bene e male. Lo fa ad ogni sua pagina, per tutto il tempo, fino alla fine. Lo fa senza pensarci troppo, senza fare mai una netta distinzione, senza trascurare l'uno o l'altro neanche per un attimo. Dietro ogni riga si legge l'amore totale, disumano, dilagante per qualcosa o per qualcuno e si vede chiaro l'odio per il mondo, per la vita e per l'amore stesso. Si scorge con chiarezza il desiderio e il senso di possesso dell'assoluto protagonista Heathcliff, la sua sete di vendetta, la sua smania di potere, di sottrarre e di distruggere. Si scaglia contro tutto il suo passato, che ai suoi occhi lo ha tradito e contro tutte le persone con cui è entrato in contatto e che non lo hanno amato. Soltanto una donna, soltanto Catherine Hearnshaw, compagna di giochi del protagonista e unica persona ad essere da lui amata fino alla morte, riesce a restare nel cuore di Heathcliff per sempre. Soltanto contro di lei, Heathcliff non scaglia il suo furore, la sua rabbia, il suo odio.  

IL "CUORE" DEL ROMANZO. È attraverso gli occhi e le parole di Ellen Dean, la bambina che nasce governante, ma non per questo muore, che i personaggi prendono vita, crescono e infine svaniscono nelle tenebre della morte. Lei è la voce narrante, la mano che accompagna il lettore lungo tutto il romanzato intreccio dell'amore in continua lotta con l'odio, del bene in continua fuga dal male. La storia e le vite che Ellen narra, iniziano alla Tempestosa, la tenuta degli Hearnshaw, la famiglia più ricca di Gimmerton, assieme ai Linton, che invece abitano la tenuta di Thrushcross Grange. Lei, Ellen, cresce assieme ai protagonisti del romanzo, Heathcliff e Catherine. Sono loro due che mandano avanti il corso degli eventi. Sono loro che lo cambiano e lo stravolgono. Sono loro che infrangono cuori e fanno morire speranze. E sono sempre loro che danno la vita e la morte a tutti gli altri. Ed è comunque tra loro che amore e odio prendono forza e coraggio e pennellano di rosso fuoco ogni pagina che passa sotto gli occhi di chi legge. E non si fermano neppure di fronte alla morte, continuano ad essere uniti e divisi per sempre, da una società tanto sbagliata da non sembrare vera e da quel bisogno di avere, che troppo spesso è più forte di quello dell'essere. Attorno a loro ruotano tutti gli altri personaggi.

GLI ALTRI PERSONAGGI. C'è il fratello di Catherine, in perenne conflitto con Heathcliff e con sé stesso, così da iniziare a bere e a giocarsi tutto a carte, fino a non avere più nulla e a ritrovarsi nelle mani del "diavolo in persona". C'è Edgar Linton, buono, bello, ricco e innamorato perdutamente di sua moglie Catherine Earnshaw, la stessa donna amata da Heathcliff; e quindi ancora un conflitto tra sentimenti che non può non sfociare nell'odio. C'è Isabella Linton, la sorella di Edgar, che sposa proprio Heathcliff. C'è Joseph, un prete bacchettone che vive sempre alla Tempestosa, senza morire mai. E poi ci sono i figli, vere e proprie reincarnazioni dei genitori. Alcuni trattati con amore e cresciuti con affetto, altri odiati sin dalla nascita e mai cresciuti. C'è il figlio di Heathcliff, Edgar, malato, capriccioso, vigliacco e disperato. C'è il figlio del signor Hearnshaw, Hareton, odiato dal padre e cresciuto nell'ignoranza e nella ruvidezza della vita di campagna, senza libri né cultura, ma con un cuore grande e una mente sveglia. E infine c'è Catherine, la figlia di Edgar e di Catherine; lei cresce nell'amore smisurato di un padre affettuoso, nella ricchezza, nella cultura e ha negli occhi il conturbante sguardo della madre.

CONSIDERAZIONI. Emily Bronte ha vissuto soltanto trent'anni, in una situazione di clausura all'interno di una canonica. Avrebbe dovuto, per logica, essere l'ultima persona in grado di capire e comprendere i vertiginosi abissi della vita umana. Ma in questo suo romanzo, considerato dall'unanimità uno degli esempi più lampanti e perfetti della letteratura moderna, la scrittrice ha saputo mettere tutto. Ha creato un mondo di scatenate passioni, di rapporti esistenziali profondi, di patti tra amore e odio e tra bene e male. Non sono mancate le critiche forti. C'è chi ha accusato il romanzo di non avere alcuna morale. Comunque la si voglia leggere, comunque la si voglia intendere, quest'opera resta e resterà nella storia della letteratura per sempre.

di Stefano Papalia

- 08 Gennaio 2010

Articolo scritto da Stefano Papalia
Redazione TevereNotizie.com

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