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LA TAVOLA ROTONDA HA AVUTO LUOGO SABATO SCORSO

"Non ci saranno altri nomadi al Cara" assicura il Prefetto Morcone

I sindaci della Valle del Tevere riuniti per discutere dell'emergenza rom e dello sviluppo del territorio

Il Prefetto Morcone, il senatore Cicolani e il sindaco Stefoni (Foto: cat. fa.)

Il Prefetto Morcone, il senatore Cicolani e il sindaco Stefoni (Foto: cat. fa.)

CASTELNUOVO DI PORTO- "Siamo una cittadinanza che ha sempre tollerato le varie etnie che si sono succedute al Cara, ma adesso non vogliamo avere un solo nomade in più". È con queste parole che il sindaco di Castelnuovo di Porto Fabio Stefoni ha aperto la tavola rotonda organizzata presso la sala consiliare Bertinelli e presieduta dal senatore Angelo Maria Cicolani.

LA TAVOLA ROTONDA. La partecipazione è stata grande, sia da parte della cittadinanza, intervenuta numerosa, sia per la presenza di tutti i sindaci della zona della Valle del Tevere ma non solo. Sono intervenuti infatti, anche i sindaci di Palombara Sabina, Moricone e Magliano Romano. Tutti solidali con l'amministrazione di Castelnuovo di Porto e tutti pronti a sottolineare alle autorità presenti i gravi problemi che affliggono il territorio.

LA PAROLA AL SENATORE CICOLANI. Subito dopo le parole del sindaco Stefoni, che ha ringraziato i presenti e riproposto in sintesi gli avvenimenti che hanno portato all'arrivo dei rom presso il Cara, è intervenuto il senatore Cicolani. "Sono felice di partecipare ad una riunione così partecipata - ha detto il senatore Angelo Maria Cicolani - simbolo della democrazia del nostro paese. L'intento di questa sera è quello di ristabilire un "vulnus", una frattura della credibilità che si è venuta a creare nel rapporto tra le istituzioni e il paese. Ciò che mi ha colpito maggiormente - ha aggiunto - è stato il mancato rapporto di dialogo tra i sindaci e il "centro" delle istituzioni. La provincia non deve vivere in contrasto con la Capitale, è però necessario trovare una giusta capacità politica di mediazione". "Non va poi dimenticato - continua il senatore - che il nostro territorio ha avuto un grandissimo sviluppo, anche in assenza degli aiuti della "Cassa del Mezzogiorno", quindi è una zona che va protetta e aiutata nel suo sviluppo". Infine conclude, prima di lasciare la parola ai sindaci: "che non ci vengano venduti i rom per rifugiati politici, ma che piuttosto si cerchi di depotenziare il problema".

PARLANO I SINDACI DELLA VALLE DEL TEVERE. La parola è, dunque, passata ai sindaci delle zone della Valla del Tevere, ma non solo. Il primo ad intervenire è Marco Commissari, sindaco di Morlupo, che dopo aver sottolineato la mancanza di concertazione con le autorità centrali, ha messo in evidenza tutti i problemi che affliggono il suo comune, ma che finiscono con l'essere gli stessi di molti altri. "Si tratta di gravi carenze a livello sanitario, delle infrastrutture e della sicurezza - ha detto il sindaco Commissari - noi lamentiamo una grossa carenza di investimenti nel territorio". E riguardo all'emergenza rom conclude "noi non siamo la pattumiera di Roma - ha concluso Commissari - i nostri territori devono essere tutelati". Anche il sindaco di Capena Antonella Bernardoni si è detta d'accordo con il sindaco di Morlupo ed ha espresso la sua preoccupazione riguardo ai tempi entro i quali questi nomadi saranno mandati via dal Cara. Il sindaco di Sant'Oreste Sergio Menichelli ha evidenziato che "la Capitale è solita lavare i propri panni sporchi in provincia - ha detto Menichelli - adesso sono i nomadi, ma gira insistentemente la voce che l'immondizia di Malagrotta verrà portata nelle nostre zone. Noi siamo pronti a difendere il nostro territorio con le barricate". Un lungo applauso ha seguito il suo intervento, sottolineando la partecipazione e l'adesione della cittadinanza intervenuta. Quindi è stata la volta del sindaco di Palombara Sabina Paolo Della Rocca che ha parlato di "una netta mancanza di rispetto nei confronti  dei cittadini. Nessuno - ha detto il sindaco Della Rocca - si può permettere di entrare senza chiedere permesso".  Il primo cittadino di Palombara Sabina, inoltre, ha proposto di creare una sorta di unione tra i comuni a difesa e a rappresentanza del territorio che possa interagire direttamente con il Ministero. Poi si sono succeduti il sindaco di Civitella San Paolo Francesco Malatesta, quello di Rignano Flaminio Ottavio Coletta e il vicesindaco di Monterotondo Gerardo Casamenti. Infine il sindaco di Fiano Romano Tarquinio Splendori e il sindaco di Magliano Sabina Marcello Mancini. Tutti sono stati sostanzialmente concordi nel sottolineare lo sconcerto per la mancata attenzione da parte della Capitale riguardo le necessità dei sindaci e nell'evidenziare i gravi problemi di sanità, sicurezza e viabilità dei territori da loro rappresentati.

PARLA IL PREFETTO MARIO MORCONE. Introdotto dalle parole del Senatore Cicolani, è stata la volta dell'intervento più atteso, quello del Prefetto Mario Morcone che ha subito messo in chiaro: "Non posso dare risposte su temi così vasti, che non sono nemmeno di mia competenza, né riguardo all'arroganza della Capitale - ha detto il Prefetto Morcone - ma posso dare una seria risposta riguardo al Cara e al problema dell'immigrazione". Il Prefetto ha spiegato in primo luogo il motivo per cui questi nomadi hanno fatto richiesta di asilo politico: "la maggior parte di questi rom sono ex- Jugoslavi. Il loro paese non esiste più, per questo motivo non è possibile espellerli. Non hanno documenti validi, ma quasi tutti hanno figli nati in Italia". "Verrà esaminato caso per caso - ha assicurato il Prefetto Morcone - e la richiesta di asilo politico sarà data solo a coloro che hanno precedenti penali di poco conto". Poi è passato a parlare del Cara, il centro nato per poter accogliere gran parte degli immigrati che l'anno scorso hanno affollato le coste siciliane. "Forse non vi rendete conto ma questi sono uomini come noi, che hanno bisogno di mangiare, dormire - ha sottolineato con forza il Prefetto - io non posso in nessuna maniera dirvi che è possibile chiudere il Cara. Si tratta di una struttura troppo importante a carattere nazionale". Poi è passato a rassicurare i presenti: "Posso garantirvi sin da ora che provvederò alla diminuzione del numero massimo di immigrati che la struttura può contenere - ha aggiunto Morcone - abbassandolo da 650 a 400. Resta però ovvio che se dovessi trovarmi a gestire un'ondata straordinaria di immigrati, sarò costretto ad usare il Cara al massimo". Infine, riguardo ai rom, si è impegnato a garantire due elementi fondamentali: vale a dire, che le richieste di asilo politico saranno sbrigate nel mese di febbraio e, fatto principale, non saranno inviati altri nomadi. Oltre a ciò, il Prefetto, capo nazionale per l'immigrazione, si è detto disponibile ad aprire una tavola rotonda al Ministero con i sindaci della Valle del Tevere intervenuti, per vedere che tipo di investimenti possono essere finanziati per agevolare un territorio in via di sviluppo.

LA CHIUSURA. L'incontro si è chiuso con la soddisfazione delle istituzioni presenti riguardo all'emergenza nomadi e alla disponibilità mostrata dal Prefetto Morcone. Ma il sindaco di Castelnuovo di Porto Fabio Stefoni ha concluso sostenendo che "ci batteremo al massimo delle nostre possibilità, per allontanare il Cara dal nostro territorio".

di Caterina Fava

Castelnuovo di Porto - 07 Febbraio 2010

Articolo scritto da Caterina Fava
Redazione TevereNotizie.com

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Comunque il problema rimane, non deve esistere il CARA, i problemi che gli altri cercano di risolvere per le proprie citta' li mandano al CARA tanto cosa importa? Chi paga? Sappiamo bene quanto costa, invece di aiutare veramente chi ne ha bisogno si creano altri problemi a chi gia' nel suo territorio ne ha molti. Non abbiamo avuto nessun aiuto di nessun genere, forze dell'ordine presenti sul territorio una postazione permanente, aumento di autobus di linea e chi ne ha piu' ne metta............ comunque sono molto delusa. Spero solo che quello che si e' detto alla riunione di Castelnuovo di Porto con tutti i Sindaci, Prefetto Morcone e Senatore Cicolani venga rispettato e che ognuno di loro mantenga cio' che ha detto. Paola Caucci

Commento inviato il 08-02-2010 da Paola Caucci

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