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DOMANDE E RISPOSTE DELL'INCONTRO

La Bassa Sabina: sviluppo locale o periferia di Roma? Le proposte degli esperti

L'incontro è stato promosso da Legambiente Bassa Sabina e dal Nucleo promotore Italia Nostra Ponzano-Valle del Tevere

Immagine dell'incontro 'La Bassa Sabina: sviluppo locale o periferia di Roma?' che si è tenuto il 22 marzo scorso presso la sala consiliare del comune di Nazzano (Foto: la. ber.)

Immagine dell'incontro 'La Bassa Sabina: sviluppo locale o periferia di Roma?' che si è tenuto il 22 marzo scorso presso la sala consiliare del comune di Nazzano (Foto: la. ber.)

NAZZANO - Difendere il territorio, cercare di mantenere i valori che formano la comunità partendo dalle cose che sono già a disposizione, creare una rete eco solidale della Sabina, recuperare l'osservazione dei ritmi della natura, rivendicare maggiormente il valore dei servizi eco sistemici e puntare sulla green economy: sono alcune delle proposte fatte dagli esperti per sviluppare e difendere il territorio.  Queste idee sono venute fuori nel corso dell'incontro che si è svolto il 22 marzo scorso nella sala consiliare per chiarire quali sono i punti di forza della zona e se si può partire da essi per sviluppare il territorio.

L'INCONTRO. All'incontro, promosso da Legambiente Bassa Sabina e dal Nucleo promotore Italia Nostra Ponzano Romano-Valle del Tevere con il patrocinio del comune di Nazzano, hanno partecipato esperti del settore che hanno dato le loro possibili risposte al quesito "La Bassa Sabina: sviluppo locale o periferia di Roma?". Prima dell'apertura del dibattito è stato proiettato il corto-documentario "Sabina inerte per natura", realizzato dall'associazione culturale "Il Farfaraccio", per illustrare ai presenti la situazione che vive il territorio della Bassa Sabina. 

L'INTERVENTO DELL'ASSESSORE LOCALE ALL'URBANISTICA GHEZZI. "Difendere il territorio affinché non diventi periferia e dormitorio di Roma, cercare di mantenere i valori del territorio, che sono quelli che formano la comunità, partendo dalle cose che abbiamo a disposizione, e creare delle infrastrutture che intercettano tutto quel turismo che va a Roma, ma che ha piacere di vivere questi posti, per i prodotti agricoli": questi gli obiettivi che l'assessore all'Urbanistica del comune di Nazzano Ghezzi, si impegna a mantenere con l'amministrazione comunale, aperta a prendere contatti per realizzare progetti che valorizzino il territorio. 

PARLA IL PRESIDENTE DI LEGAMBIENTE BASSA SABINA MANCINI. Al saluto dell'amministrazione comunale è seguito quello del presidente di Legambiente Bassa Sabina Sandro Mancini. "Essere capaci di comunicare, di far si che il nostro sentimento per il territorio venga riportato nelle amministrazioni - ha detto Mancini - l'obiettivo è informare pensando alla natura, all'archeologia e al fatto che viviamo nella riserva Tevere-Farfa".

GLI INTERVENTI: ANNUNZIATA MACCARI DEL COMITATO "RES" PER LO SVILUPPO VALLE DEL TEVERE. La prima a prendere la parola è stata Annunziata Maccari, del Comitato Res per lo sviluppo sostenibile della valle del Tevere, che ha parlato di "un progetto fatto da un gruppo di associazioni, una rete di economia solidale. Il primo passo che abbiamo fatto, come la manifestazione dell'Altra Economia che si è tenuta a Filacciano, è stato un modo per incontrarsi. La nostra area - continua Maccari - è si della provincia di Roma, ma molto simile ai posti al di là del fiume, come Gavignano, Forano. C'è bisogno di identificarsi come piccoli paesi, creare una rete eco-solidale della Sabina".

PARLA IL SOCIOLOGO LUCIANO BLASCO. A coordinare gli interventi è stato l'organizzatore dell'incontro il sociologo di  Legambiente Bassa Sabina Luciano Blasco, che ha elencato alcune delle bellezze e dei punti di forza del territorio. "Qui - ha spiegato Blasco - ci sono alcuni patrimoni, chiese antiche, abbazie (Farfa e Ponzano), aree archeologiche, i saperi, le culture locali, i beni ambientali, il Tevere, i monti Sabini. Siamo vicinissimi a Roma ma abbiamo questi punti di forza, dobbiamo capire come creare posti di lavoro e il miglioramento della zona partendo da questi, così come la tutela dell'ambiente e della natura concorrono a continuare a costruire l'esistenza di questo patrimonio. Tutti utilizziamo le parti migliori per promuovere queste aree e poi ne facciamo scempio, come l'outlet di Soratte ad esempio, nato in un'area destinata all'allevamento pubblico per creare posti di lavoro, sempre sbandierati, per un progetto fallito in 3 anni, dove cominciano a licenziare i giovani assunti".

PARLA L'URBANISTA PAOLO BERDINI. L'urbanista e docente dell'Università Roma di Tor Vergata Paolo Berdini ha indicato durante il suo intervento alcune cifre. "In questi quindici anni di privatizzazione della città - ha spiegato Berdini - da Roma sono uscite 300 mila famiglie. Se la cupola politica economica comincia a sgretolarsi, noi riusciamo a far ritornare la tranquillità in questi territori".

PARLA IL BIOLOGO CARLO BLASI. La parola è poi passata al direttore del Dipartimento di Biologia Vegetale all'Università di Roma "La Sapienza" Carlo Blasi, che ha studiato il territorio Sabino e che ha ben individuato le problematiche dell'area. "Dal 1950 agli anni '80 c'è stato un consumo impressionante di suolo, che è continuato negli anni Novanta e che continua ancora oggi. Questo - spiega Blasi - è un processo lento di deculturalizzazione, in cui flora è uscita dalla cultura del cittadino, non c'è più osservazione di quello che avviene in natura. Saper leggere cosa ci raccontano i luoghi, avere gli strumenti adatti, partendo dai più anziani che potrebbero promuovere questi luoghi. Recuperare l'osservazione dei ritmi della natura, rientrare nel meccanismo della natura, rivendicare maggiormente il valore dei servizi eco sistemici". Blasi ha poi spiegato ai presenti un progetto promosso dalla Provincia di Roma "che sta cercando di raggruppare i 121 comuni provinciali in 17 ambiti ecologici omogenei, per unirsi e creare nuovi progetti su un'agricoltura che si lega con la rete biologica".

PARLA L'ECONOMISTA SILVANO FALOCCO. La Green Economy è la soluzione da adottare per l'economista ambientale Silvano Falocco. "Questa - spiega Falocco - ha un basso impatto ambientale e un elevato valore sociale. La Green Economy si basa su un'alimentazione che produce l'energia da fonti rinnovabili, un turismo consapevole responsabile, delle micro vacanze di uno o due giorni, l'edilizia sostenibile, tutte e tante cose per tutelare la meglio il pianeta. Gli amministratori - aggiunge l'economista - dovrebbero promuovere gli acquisti verdi e tenerne conto per i posti pubblici della propria economia. Una possibilità per i sindaci è chiedere i "crediti di possibilità", come "il fatto dei sindaci per chiodo", nelle aree rurali che mantengono i servizi eco sistemici per Roma. Un altro elemento su cui puntare - ha aggiunto - sono le reti, che una volta realizzate devono essere rafforzate: gli va dato un marchio, devono essere identificate, con una rappresentanza.  Credo - ha concluso Falocco - che ci sia uno spazio grande di questa economia, in cui gli attori economici devono credere".

di Laura Bernardini

Nazzano - 24 Marzo 2010

Articolo scritto da Laura Bernardini
Redazione TevereNotizie.com

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