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NOVITA' AL CINEMA

"Avatar": James Cameron crea il suo nuovo capolavoro

"Incredibile, adesso è tutto alla rovescia. Qui dentro il mondo vero, lì fuori il sogno"

Il film intero dura tre ore, solo che uno non se ne accorge. Ogni scena, ogni singolo fotogramma scorre veloce come il batter d'ali di uccelli preistorici, accompagnato, ripreso e incastonato in note musicali così perfette da togliere il fiato. In mezzo a tutto sta il tempo, un futuro e un passato lontanissimi tra loro, ma così vicini da toccarsi, da sfidarsi ogni attimo, fino alla fine, senza sosta e senza tregua, perché in fondo, l'essere umano può vivere su qualsiasi pianeta, in qualsiasi epoca, ma non riuscirà mai a cambiare. Parola di un James Cameron tornato a far tremare i botteghini di tutto il mondo, con un film che cattura l'attenzione, l'anima e lo spirito; che riempie le sale; e che segna un passo così in avanti, da non potere più tornare indietro. 

LA TRAMA. Bisogna immaginare il pianeta Terra tra dieci, massimo vent'anni, pieno di cemento, senza più alberi, senza più foglie, senza più verde. Poi si deve pensare ad un "eden spaziale" chiamato, guarda un po', "Pandora", in cui la sintonia con la natura è l'unica cosa che conti davvero. Al centro di questi due mondi opposti va inserita la natura umana, avida e desiderosa di ciò che non ha. Ora si pensi a cosa potrebbe volere un popolo evoluto da un pianeta selvaggio. A questo punto possono entrare in scena i personaggi, i protagonisti di questa storia d'amore per il diverso che è molto più uguale di quanto sembri, per i propri simili e per la vita e poi, tutt'intorno, un odio smisurato per ogni cosa, quello umano. C'è Neytiri la bellissima principessa degli indigeni chiamati Na'vi. C'è Jake, lui nella sua natura di uomo è un marine che non può più camminare, ma quando diventa "avatar" corre veloce, è agile e scattante, un vero Na'vi innamorato della principessa. C'è la dottoressa Grace, è lei che ha inventato gli avatar attraverso uno studio approfondito del popolo indigeno. E poi ci sono gli immancabili cattivi, ma quelli si scopriranno pian piano.

LA SCENOGRAFIA STRABILIANTE. La sala comandi della base degli umani è pura fantascienza che si nutre con la terza dimensione ed acquista vita propria. Impressionanti le montagne che fluttuano nell'aria. Mentre le lucciole che roteano vorticosamente formando dei piccoli dischi dorati e le liane dell'albero delle anime rosa fluorescenti, sanno emozionare. Esaltante ed allucinogena la scena della trasmigrazione dell'anima. Assolutamente toccante il discorso alla Nazione, per una volta fuori dai soliti schemi e dai soliti luoghi. Epico lo scontro finale tra la madre di tutte le madri e gli "Alieni".

di Stefano Papalia

Fiano Romano - 19 Gennaio 2010

Articolo scritto da Stefano Papalia
Redazione TevereNotizie.com

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1.

Grazie stefano, bellissimo articolo...sabato vado a vederlo di corsa

Commento inviato il 20-01-2010 da Carmela P.

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