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PAROLA DEL SIGNORE

Il Vangelo di domenica 24 febbraio 2019

Il commento della VII Domenica del Tempo Ordinario di Padre Ermes Ronchi

La parola di Dio della settima Domenica del Tempo Ordinario ci invita a fare un pò di esercizio della lingua italiana, coniugando vari verbi, che si trovano nella religione cristiana e soprattutto nel Vangelo. Prendiamo in mano il testo del Vangelo di Luca e troviamo messe in bocca a Gesù espressioni di rilevanza religiosa di grande portata: amare i nemici, fare del bene a quelli che ci odiano; benedire coloro che ci maledicono; pregare per coloro che vi trattano male. Un bell'impegno spirituale, una vera ascesi nella carità verso Dio e verso i fratelli. A ciò si aggiunga anche il resto che ci chiede il Signore: a chi ci percuote sulla guancia, dobbiamo presentare per l'offesa anche l'altra; a chi ci strappa il mantello, non dobbiamo rifiutare di cedere anche la tunica. Bisogna dare a tutti e non richiedere nulla di quanto dato o prestato. Alcuni altri comportamenti sono indispensabili per una vita autenticamente cristiana, quali l'essere misericordiosi, il non giudicare, il non condannare, il perdonare, il dare abbondantemente. Una proposta di vita in positivo, che spazia dall'amore alla misericordia, dal dono al prestito senza restituzioni. In poche parole a fare sempre il bene e a tenersi le offese ricevute, perdonando di cuore a quanti ci hanno crocifisso. Progetto ambizioso, quello che il Signore ha buttato giù nel parlare ai suoi discepoli e soprattutto a quanti erano disponibili interiormente ad ascoltarlo. Si tratta di discorsi forti, in contrasto con lo stile umano del vivere di ieri e di oggi, che è improntato all'odio, alla violenza, al prestare chiedendo grossi interessi e quanto di peggio si trova nel cuore delle persone e nelle stesse istituzioni legalizzate. Regola fondamentale e fare agli altri ciò che vorremmo che gli altri facessero a noi ed evitare di fare agli altri ciò che ci dispiace e che gli altri ci possono fare come espressione di male. Bisogna assumere comportamenti dirompenti, rompere schemi e modi di pensare che attingono ad una visione conflittuale, di lotta e concorrenziale, che è patrimonio di tutte le culture e di tutte le realtà geografiche, politiche, sociali ed umane. Rompere schemi significa andare controcorrente e fare ciò che gli altri non fanno. (commento di Padre Antonio Rungi)

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,27-38


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « A voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano,
benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano.
A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica.
Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo.
Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.
Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso.
E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso.
E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.
Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato;
date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio ».

IL COMMENTO DI PADRE ERMES RONCHI: "IL SIGNORE ELIMINA IL CONCETTO DI NEMICO". Gesù ha appena proiettato nel cielo della pianura umana il sogno e la rivolta del Vangelo. Ora pronuncia il primo dei suoi “amate”. Amate i vostri nemici. Lo farai subito, senza aspettare; non per rispondere ma per anticipare; non perché così vanno le cose, ma per cambiarle.
La sapienza umana però contesta Gesù: amare i nemici è impossibile.

E Gesù contesta la sapienza umana: amatevi altrimenti vi distruggerete. Perché la notte non si sconfigge con altra tenebra; l'odio non si batte con altro odio sulle bilance della storia. Gesù vuole eliminare il concetto stesso di nemico. Tutti attorno a noi, tutto dentro di noi dice: fuggi da Caino, allontanalo, rendilo innocuo. Poi viene Gesù e ci sorprende: avvicinatevi ai vostri nemici, e capovolge la paura in custodia amorosa, perché la paura non libera dal male.
E indica otto gradini dell'amore, attraverso l'incalzare di verbi concreti: quattro rivolti a tutti: amate, fate, benedite, pregate; e quattro indirizzati al singolo, a me: offri, non rifiutare, da', non chiedere indietro.
Amore fattivo quello di Gesù, amore di mani, di tuniche, di prestiti, di verbi concreti, perché amore vero non c'è senza un fare.
Offri l'altra guancia, abbassa le difese, sii disarmato, non incutere paura, mostra che non hai nulla da difendere, neppure te stesso, e l'altro capirà l'assurdo di esserti nemico.
Offri l'altra guancia altrimenti a vincere sarà sempre il più forte, il più armato, e violento, e crudele. Fallo, non per passività morbosa, ma prendendo tu l'iniziativa, riallacciando la relazione, facendo tu il primo passo, perdonando, ricominciando, creando fiducia. «A chi ti strappa la veste non rifiutare neanche la tunica», incalza il maestro, rivolgendosi a chi, magari, non possiede altro che quello. Come a dire: da' tutto quello che hai. La salvezza viene dal basso! Chi si fa povero salverà il mondo con Gesù (R. Virgili). Via altissima. Il maestro non convoca eroi nel suo Regno, né atleti chiamati a imprese impossibili. E infatti ecco il regalo di questo Vangelo: come volete che gli uomini facciano a voi così anche voi fate a loro. Ciò che desiderate per voi fatelo voi agli altri: prodigiosa contrazione della legge, ultima istanza del comandamento è il tuo desiderio. Il mondo che desideri, costruiscilo. «Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo» (Gandhi).
Ciò che desideri per te, ciò che ti tiene in vita e ti fa felice, questo tu darai al tuo compagno di strada, oltre l'eterna illusione del pareggio del dare e dell'avere. È il cammino buona della umana perfezione. Legge che allarga il cuore, misura pigiata, colma e traboccante, che versa gioia nel grembo della vita.

Il commento al Vangelo è di Padre Ermes Ronchi

23 Febbraio 2019

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