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I LUOGHI DI GESU'

Viaggio a Betlemme

Betlemme ("Bayt Lahem") significa "Cittā del pane". Oggi č una cittā della Cisgiordania palestinese, a breve distanza da Gerusalemme

Dal libro del profeta Michea
Mi 5, 1- 4

Così dice il Signore:
E tu, Betlemme di Efrata
così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda,
da te mi uscirà colui
che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall'antichità;
dai giorni più remoti.
Perciò Dio li metterà in potere altrui
fino a quando colei che deve partorire partorirà;
e il resto dei tuoi fratelli
ritornerà ai figli di Israele.
Egli starà là e pascerà
con la forza del Signore,
con la maestà del nome
del Signore suo Dio.
Abiteranno sicuri,
perché egli allora sarà grande
fino agli estremi confini della terra
e tale sarà la pace.

Il viaggio in Terra Santa è un'esperienza che non si dimentica e che dovrebbe fare ogni credente, a condizione di tenere ben presenti le condizioni storiche attuali e gli inevitabili cambiamenti che il procedere della storia ha apportato ai luoghi. La Betlemme che si può vedere oggi è ben lontana da quel piccolo villaggio che era ai tempi della nascita di Gesù, ma l'atmosfera, quasi palpabile, che aleggia nella grotta  va assaporata personalmente, e possibilmente con poche persone o in solitudine; allora, forse, nel silenzio di tutte le altre cose, si può incontrare l'invisibile grazia che, secoli fa, ma sembra adesso, venne nel mondo per amore dell'umanità. Betlemme ("Bayt Lahem") significa "Città del pane".  Oggi è una città della Cisgiordania palestinese, a breve distanza da Gerusalemme. A Betlemme nacque anche Davide, secondo re di Israele; essa è quindi menzionata spesso nella Bibbia come "la città di Davide". Nell' Antico Testamento, una profezia (cfr. Mi 5,1) annuncia il Messia atteso  come discendente del grande re e preannuncia la sua nascita a Betlemme. Secondo i Vangeli, la nascita di Gesù adempì questa profezia. Sopra la grotta dove nacque Gesù,  nel 135  d. C.,  l'imperato re Adriano fece piantare degli alberi e  consacrò il luogo al dio Adone.

LA BASILICA DELLA NATIVITA'. Nel 326, Sant'Elena, madre dell'imperatore romano Costantino,  fece rimuovere il terrapieno e il bosco e vi fece costruire una basilica. Danneggiata dalla rivolta dei Samaritani, nel 529, la basilica fu restaurata e modificata  nella sua pianta originale nel 540  d. C. Fu aggiunto all'atrio un nartece e il pavimento fu rialzato. La costruzione sopra la grotta, che  aveva probabilmente forma ottagonale, fu anch'essa modificata con un vasto transetto a due absidi, più un'abside principale in fondo. La basilica si salvò dalla distruzione persiana nel 614 perché vi erano raffigurati i Magi con l'abbigliamento tipico persiano., ed è giunta fino ad oggi. Dell'antica basilica di Sant'Elena sono visibili gli stupendi  mosaici del pavimento, parzialmente coperti da una pedana in legno, mentre gli altri mosaici e  le pitture in stile bizantino sono del tempo dei Crociati. La facciata, mascherata oggi da potenti contrafforti costruiti per difesa,  aveva tre porte, di cui due sono state murate mentre la terza è stretta e bassa, per impedire, in passato,  l'accesso con asini e cavalli. Alla Grotta della Natività si scende da due scale ai lati  dell'abside centrale della basilica. La  grotta  misura circa 12 m di lunghezza e 3,5 m di larghezza ed è divisa in due zone comunicati: il luogo dove la tradizione ricorda la nascita di Gesù, segnato da una stella d'argento con la scritta in latino "Qui dalla Vergine Maria è nato Cristo Gesù" e il luogo della mangiatoia, dove Maria pose Gesù Bambino.

BETLEMME OGGI. Per andare a Betlemme si passa il confine, il famoso "muro" che separa lo Stato d'Israele da quello Palestinese e dove giovanissimi soldati, appena adolescenti, fanno la guardia armati di tutto punto. Quando li vidi mi vennero i lucciconi e pensai che invece che con il mitra sarebbero stati bene a giocare a pallone. La Betlemme che ho visto io era deserta, anche in pieno giorno; spariti i venditori di rosari, spariti gli uomini che pregavano davanti alla piccola moschea che affaccia sulla piazza, poco distante dalla Basilica, spariti i bambini che scalzi ci rincorrevano, anni fa, per venderci alcune cartoline sbiadite. Sono invece comparse le guardie dell'Autorità Palestinese che, con molta discrezione, difendono i turisti e arginano gli "attacchi" di pochi, poverissimi uomini che, quasi rabbiosi, ti chiedono di comprare collanine e chincaglierie varie. Sono ragazzi e padri di famiglia, senza scarpe, con i pantaloni sdruciti, ridotti alla fame da una guerra insensata e che si trascina da troppi anni inutilmente. Se andate a Betlemme, pregate anche per loro; anzi, pregate per loro comunque perché possano finalmente fare una vita buona  e    la Pace del Buon Dio possa tornare nella Sua Terra.

di Fabiana Chini

23 Dicembre 2010

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