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DEVOZIONE POPOLARE

San Tommaso apostolo

La storia e la missione di uno dei dodici

In omaggio ai nostri amici di Torrita Tiberina, che domenica 20 dicembre festeggiano il grande Apostolo di Gesù, vi raccontiamo la sua storia.

LA STORIA. Tommaso, detto Didimo, è  nato e ha trascorso la sua giovinezza sulle rive del lago di Genezareth (o di Tiberiade), dove esercitava il mestiere di pescatore. Il suo nome, (traduzione greca: Didimo e dell'aramaico "ta'am") significa  "appaiato, gemello". Dell'origine e dei genitori dell'apostolo non si ha nessun informazione; Cristo stesso sarebbe stato suo gemello nel senso che si somigliavano molto; al punto - si diceva - che, spesso, egli era scambiato con Gesù.  Certamente seguiva il Maestro dall'inizio della vita pubblica, ma non si sa in quale occasione si sono incontrati per la prima volta.

L'APOSTOLO NEL VANGELO DI GIOVANNI. Per delineare  la figura dell'Apostolo Tommaso, andando oltre i luoghi comuni, bisogna  leggere i Vangeli ed in particolare il quarto Vangelo, quello secondo Giovanni. In esso la figura di Tommaso si trova quattro volte (cfr. Gv 11,16; 14,5; 20,24; 21,2) e sembra avere un ruolo ben preciso all'interno di tutta la narrazione evangelica. Tranne la citazione di 21,2, quando Gesù Risorto appare presso il lago di Tiberiade e invita gli Apostoli a mangiare del pesce arrostito con lui e dove Tommaso non parla, ma viene solo elencato tra altri discepoli, le restanti si trovano in altri contesti molto importanti. Tommaso appare (Gv 11,16)  nel contesto del racconto della resurrezione di Lazzaro, miracolo che in tutto il Vangelo di Giovanni ha un ruolo assai importante. E' il momento decisivo dopo il quale i giudei decidono di uccidere Gesù e, mentre i discepoli vogliono trattenere il Maestro nel timore di perderlo, Tommaso dice loro: "Andiamo anche noi a morire con Lui!". Egli pensa al pericolo reale ed attuale che Cristo corre nella Giudea ed esprime la sua prontezza a condividere tale pericolo. La seconda circostanza in cui Tommaso è in evidenza la troviamo in 14,5 quando, dopo l'ultima cena, Gesù pronuncia il suo discorso di addio ai discepoli. Tommaso chiede al Maestro: "Signore non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via?" e il Signore pronuncia quella frase, "Io sono la Via, la Verità e la Vita", con la quale annuncia apertamente la sua identità. La sua domanda riflette l'ignoranza e l'ottusità dei discepoli, ma conduce Gesù a rivelare loro l'intima unione che corre tra Lui e il Padre. San Tommaso è conosciuto soprattutto per l'episodio narrato al capitolo 20 dal versetto 24 al versetto 29. Il brano è la conclusione del capitolo sulla risurrezione che si compone di cinque scene due delle quali narrano la scoperta della tomba vuota e le altre due le apparizioni a Maria Maddalena e ai discepoli. L'ultima scena, quella nella quale compare il nostro Apostolo, sembra raccogliere e concludere le precedenti. Siamo nella seconda apparizione ai discepoli, avvenuta otto giorni dopo la Pasqua e Tommaso non crede  alla testimonianza degli altri discepoli, che gli annunziano di avere visto il Signore, ma vuole controllare fisicamente nel Risorto i segni della passione. Con infinita pazienza Gesù gli viene incontro e Tommaso pronuncia  la più alta professione di fede presente nel quarto vangelo: " Signore mio e Dio mio!La risposta che l'evangelista pone sulle labbra di Tommaso trasferisce su Cristo quanto l'Antico Testamento dice di Dio e diventa l'esplicita proclamazione della divinità del Crocifisso-Risorto

LA MISSIONE. Da antiche fonti si sa che San Tommaso, dopo aver evangelizzato (negli anni 42-49) i Parti, i Medi, gli Ircani, i Battriani, i Margiani, si diresse in India dove, la prima volta (anni 53-60), predicò la fede di Cristo lungo le coste sud-occidentali (Malabar) e, successivamente, nel Coromandel (costa sud-orientale). La sua missione finì col martirio - fu ucciso a colpi di lancia - in Calamina (l'odierna Myla - pour, sobborgo di Madras) tra gli anni 68-72. S. Isidoro di Siviglia (636) dice di lui: "in verità essendo trafitto da una lancia egli morì in Calamina città dell'India, e ivi fu onorevolmente seppellito il XII (giorno) prima delle calende di gennaio (=21 dicembre). Anche il Breviario romano (festa di San Tommaso, 21 dicembre, prima della riforma liturgica) faceva menzione di Calamina come luogo dell'India dove l'Apostolo subì il martirio e fu sepolto. Una antica tradizione siriana chiama Tommaso "guida e maestro della Chiesa dell'India, ch'egli fondò e resse". I cosiddetti "cristiani di Tommaso", che sono sopravvissuti sino al nostro tempo nella costa del Malabar, vedono in questo Apostolo il loro padre spirituale.  

SEPOLTO IN ITALIA. Al tempo di Manfredi, Principe di Taranto, nell'anno 1258, le flotte di Venezia e Genova si scontrarono al largo di Acri. Manfredi, figlio dell'imperatore Federico II di Svevia, inviò una flotta in appoggio ai veneziani, flotta della quale facevano parte anche tre galee ortonesi al comando del navarca Leone. I veneziani vinsero, conquistando, così, il diritto di saccheggiare le isole circostanti il mar Egeo, tra le quali vi era Kios (Scio) dove approdarono le galee ortonesi. A Kios l'ammiraglio trovò un  edificio sacro che conservava la tomba dell'Apostolo San Tommaso, le cui ossa erano state traslate dall'India. Decise, come era consuetudine del tempo, di trafugare le sacre reliquie e la pietra tombale di marmo calcedonio che ricopriva il sepolcro dell'Apostolo. Il 6 settembre 1258, come documenta un'antica pergamena, le tre galee comandate da Leone sbarcarono nel porto di Ortona con il "sacro tesoro". Da allora i resti di San Tommaso sono conservati nella Concattedrale Basilica a Ortona (CH) che, nei secoli, ha accolto numerosi pellegrini desiderosi di visitare la tomba dell'Apostolo.

di Fabiana Chini

19 Dicembre 2009

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