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EDITORIALE

Natale 2009…il senso vero della nostra vita

Nel Suo Natale Dio fa una proposta all'umanità: quella di seguire un percorso buono, sano e santo nelle cose quotidiane e di trovare il coraggio di cambiare

Mentre nel mondo va in scena la lotta tra il bene e il male, torna Natale. Metà pianeta mangia e festeggia, ma muore di solitudine, alcool, droga e di divisioni; l'altra metà muore lo stesso, ma di fame e di sete, di guerre e malattie sciocche che da noi si curano con poco. Milioni di donne e bambini subiscono violenze e schiavitù. Dov'è il Natale, dov'è Gesù? L'uomo di oggi, in alcuni casi, è talmente ripiegato su se stesso che neanche cerca più. Eppure...nel corso dei lunghi secoli della storia umana, un giorno, anzi, una notte, è nato Gesù ed è ormai storicamente provato. A Betlemme, mentre splendeva un punto luminoso nel cielo, si è accesa una Luce sulla terra. Ha brillato nel mondo per pochi anni, circa trentatré, e poi è ritornata a splendere da dove era venuta. Ai suoi Apostoli ha lasciato il testimone, la sua parola, fatta di predicazione e azione, accolta dalle loro semplici anime; una fiaccola accesa che passando di mano in mano, è giunta fino a noi, sospinta dalla forza dello Spirito Santo. La sua luce ha dato vita a migliaia di Sante e Santi, ha dato coraggio ai martiri, di ieri e di oggi, ispirazione a poeti, musicisti, letterati, pittori, scultori, architetti, conforto e speranza a milioni di persone che hanno letto e pregato il Vangelo.

CHI CERCA GESU' CERCA IL SENSO DELLA VITA. In un punto della Storia, Dio viene nel mondo, Natale di ogni uomo che in Lui rinasce; si fa vedere, udire, toccare, mangia con noi poveri dei secoli e si fa cibo di vita eterna, acqua degli assetati d'Amore, d'Eternità, dello splendore della vita vera, quella serena nella gioia, che il male ci ruba. Chi cerca Gesù cerca il senso della vita, quella fondata su cose che non si sbriciolano come polvere, perché sa che Dio non ha creato l'essere umano per  gettarlo nel nulla e nel dolore, ma per la gloria, cioè perché splenda della Sua bellezza. Chi ama Gesù ama se stesso perché crede e sente dentro di sé che l'umanità è nata davvero in un Paradiso Terrestre e lì deve ritornare, vivendo quì, adesso, proteggendo il suo stesso essere e il mondo. La guerra, la fame, la sofferenza,  l'assurdo dell'inquinamento, sono il volto del male che non vogliamo abbattere dentro di noi, sono il ritratto della violenza antiumana e ancora non ci vogliamo credere e diamo la colpa a Dio. 

UNA STORIA...Vi racconto una storiella trovata su internet: Sei persone, colte dal caso nel buio di una gelida nottata, su un'isola deserta, si ritrovarono ciascuna con un pezzo di legno in mano. Non c'era altra legna nell'isola persa nelle brume del mare del Nord. Al centro un piccolo fuoco moriva lentamente per mancanza di combustibile. Il freddo si faceva sempre più insopportabile. La prima persona era una donna, ma un guizzo della fiamma illuminò il volto di un immigrato dalla pelle scura. La donna se ne accorse. Strinse il pugno intorno al suo pezzo di legno. Perché consumare il suo legno per scaldare uno scansafatiche venuto a rubare pane e lavoro? L'uomo che stava al suo fianco vide uno che non era del suo partito. Mai e poi mai avrebbe sprecato il suo bel pezzo di legno per un avversario politico. La terza persona era vestita malamente e si avvolse ancora di più nel giaccone bisunto, nascondendo il suo pezzo di legno. Il suo vicino era certamente ricco. Perché doveva usare il suo ramo per un ozioso riccone? Il ricco sedeva pensando ai suoi beni, alle due ville, alle quattro automobili e al sostanzioso conto in banca. Le batterie del suo telefonino erano scariche, doveva conservare il suo pezzo di legno a tutti i costi e non consumarlo per quei pigri e inetti. Il volto scuro dell'immigrato era una smorfia di vendetta nella fievole luce del fuoco ormai spento. Stringeva forte il pugno intorno al suo pezzo di legno. Sapeva bene che tutti quei bianchi lo disprezzavano. Non avrebbe mai messo il suo pezzo di legno nelle braci del fuoco. Era arrivato il momento della vendetta. L'ultimo membro di quel mesto gruppetto era un tipo gretto e diffidente. Non faceva nulla se non per profitto. Dare soltanto a chi dà, era il suo motto preferito. Me lo devono pagare caro questo pezzo di legno, pensava. Li trovarono così, con i pezzi di legno stretti nei pugni, immobili nella morte per assideramento. Erano morti per il freddo di dentro. Non erano morti per il freddo di fuori.  

...IL SENSO DI QUESTA STORIA. Così è, siamo tutti uno contro l'altro e stiamo sciupando il mondo. In verità ciò che abbiamo, ci è stato dato dall'Alto, come dice Gesù a Pilato, perché il mondo non l'abbiamo fatto noi e la vita nemmeno. Provate a resuscitare una formica - diceva il mio professore all'università. Nel Suo Natale Dio fa una proposta all'umanità, quella di seguire un percorso buono, sano e santo nelle cose quotidiane e di trovare il coraggio di cambiare, non per fare un favore a qualcuno, ma per trovare il vero significato del nostro essere figli del Sommo Bene, nella certezza che in fondo al cuore umano si può incontrare un Dio vivo e ritrovare la gioia di una vita piena di senso e non di oggetti o di nulla. Egli era la vita  e la vita era luce per gli uomini. Quella luce risplende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta. (dal Vangelo di San Giovanni, 1, 4-5)
Buon Natale di Dio nei vostri cuori! 
Fabiana Chini

LA PAROLA DEL PAPA. "Ecco, cari amici, in che cosa consiste la vera gioia: è il sentire che la nostra esistenza personale e comunitaria viene visitata e riempita da un mistero grande, il mistero dell'amore di Dio. Per gioire abbiamo bisogno non solo di cose, ma di amore e di verità: abbiamo bisogno di un Dio vicino, che riscalda il nostro cuore, e risponde alle nostre attese profonde. Questo Dio si è manifestato in Gesù, nato dalla Vergine Maria. Perciò quel Bambinello, che mettiamo nella capanna o nella grotta, è il centro di tutto, è il cuore del mondo. Preghiamo perché ogni uomo, come la Vergine Maria, possa accogliere quale centro della propria vita il Dio che si è fatto Bambino, fonte della vera gioia". (Benedetto XVI, 13 dicembre 2009)

17 Dicembre 2009

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