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In manette sei persone

Smantellata la banda dei bancomat e casse continue: i carabinieri fermano l’organizzazione

Incastrati dalle tracce biologiche lasciate sulle tute utilizzate per travisarsi

NEROLA – Sei mesi fa avevano assaltato la filiale della Banca Popolare di Milano, nel centro storico. Armati di spranghe e piedi di porco erano riusciti a forzare le porte blindate ma poco prima di riuscire a portar via la cassa continua era giunta una pattuglia dei carabinieri e avevano dovuto lasciar tutto e scappare. Grazie ad accurate indagini, all'arresto dei tre “pali” che coprivano i complici e al riscontro del Dna sulle tute utilizzate dalla banda, oggi sono finite in manette sei persone. Gli arrestati, tutti tra i 20 e i 40 anni d’età, sono stati trasferiti nel carcere di Rebibbia a Roma dove resteranno a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

IL FATTO. I carabinieri della Compagnia di Monterotondo in mattinata hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip del Tribunale di Tivoli, nei confronti degli esecutori materiali della banda criminale che nel gennaio scorso aveva tentato il furto pluriaggravato in concorso ai danni della filiale della Banca Popolare di Milano. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Tivoli, è stata avviata dopo l’arresto in flagranza di reato di tre persone, sorprese dai carabinieri della stazione di Montelibretti mentre facevano i “pali” all'esterno dell'istituto di credito preso d'assalto. I tre arrestati, infatti, stavano coprendo i complici durante il furto nel quale avevano tentato di portare via la cassa continua. Una volta scoperti, gli autori materiali si erano però dati alla fuga facendo perdere le loro tracce. Grazie a puntuali indagini, coadiuvate anche dal Ris di Roma che aveva trovato tracce biologiche sulle tute utilizzate per travisarsi e poi abbandonate durante la fuga, è stato possibile individuare tutti i responsabili. La banda, composta da sei giovani italiani ed un rumeno tutti residenti nella zona Prenestina della Capitale, era specializzata in furti di bancomat e casse continue di istituti di credito del Lazio. Gli accertamenti biologici, infatti, hanno consentito di individuare il profilo del Dna di due dei quattro arrestati su reperti sequestrati in occasione di furti consumati ai danni di altre due banche: a San Felice Circeo (Lt) e a Ronciglione (Vt).

di Gioia Maria Tozzi

08 Luglio 2016

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