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Giovedi’ 19 maggio nel teatro comunale

Riccardo Nencini racconta una Oriana Fallaci inedita nel suo ultimo libro

La presentazione de “Il fuoco dentro” nell’ambito della rassegna "Cara Costituzione...di che diritto sei?"

FORANO – Riccardo Nencini, politico e scrittore, presenta il suo libro "Il fuoco dentro: Oriana e Firenze" nell’ambito della rassegna "Cara Costituzione...di che diritto sei?" organizzata dalla biblioteca comunale e dall’Unione dei Comuni Bassa Sabina. L’incontro letterario si svolge giovedì 19 maggio alle ore 17:30 nel teatro comunale. Alla presentazione parteciperanno l’autore del libro, il sindaco Marco Cortella, la giornalista Maria Grazia Di Mario e il direttore artistico della Fiera dell’Editoria “Liberi sulla Carta”  Fabrizio Moscato. L’attrice Annamaria Ghirardelli darà lettura di alcuni brani del testo. 

IL LIBRO. Il saggio, scritto a dieci anni dalla morte della scrittrice fiorentina, ripercorre con testimonianze inedite la vita di Oriana Fallaci. I ricordi degli anni della guerra e della liberazione accanto al padre partigiano, si avvicendano a quelli più recenti legati al rapporto con l’amata Firenze, da cui la giornalista si sentì spesso tradita. “Firenze brucia. E io l’ho perdutamente amata…”  - “Pensaci tu a raccontarmi alla città che mi tratta male”: è questo il difficile compito che la scrittrice affida all’amico Riccardo Nencini, oggi segretario del Psi e viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Lo scrittore racconta che una notte ricevette una telefonata da New York , "Era lei, litigammo per ore per una vicenda legata come sempre alla sua città natale. Alle otto del mattino dissi: signora Fallaci, di cosa stiamo parlando esattamente?". E’ nata così l’amicizia fra i due e il tacito impegno a riconciliare Firenze con una delle sue “figlie” più importanti. Dopo il successo editoriale di "Morirò in piedi” (2007), considerato il testamento della grande scrittrice fiorentina, attraverso il nuovo libro di Nencini, si ha l’opportunità di conoscere quali furono i sentimenti e le ragioni che spinsero Oriana a scrivere urlando spesso contro coloro che, nel nome di un falso buonismo, promettevano di consegnare l’Europa alla decadenza culturale e al terrore. La delusione e il dolore che la condurranno esule in America, lontana dall’amata Firenze,  lontana dai quartieri che l’avevano cresciuta, come un soldato, forgiata dalla paura e dal coraggio, con rabbia ed orgoglio: il soldato un tempo amato ed ora ripudiato. “Riccardo, l’Occidente è malato, ha perso la voglia di lottare, oppone valori vacui di fronte all’integralismo islamico. L’Europa è rammollita”; “Sono alla fine, Riccardo, e voglio morire a Firenze. Ed ora ci siamo. Ma morirò in piedi, come Emily Brontë”.

18 Maggio 2016

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