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EDITORIALE

Ma quale "Stato islamico". Indignati di fronte a vigliacci seminatori del male

Parigi a ferro e fuoco: l'unico "status" di questa gente puņ essere la vigliaccheria non l'identificazione ai cittadini islamici e ai veri musulmani

L’Europa intera è in lutto. Frontiere chiuse e terroristi in azione. “Parigi in fiamme, ora tocca a Roma, Londra e Washington”. Quel “ora tocca a Roma” sconvolge come sconvolge sentir parlare di “Stato islamico” e di “Allah è grande”.
Ma quale Stato? Come si fa ad identificare il terrorismo con uno Stato? Il concetto di "Stato" è immenso e profondo e mi e ci identifica e io non mi sento terrorista ma cittadina. I terroristi non fanno parte di nessuno Stato, di nessuna religione vera e che con rispetto si possa chiamare tale.
Non c’è nessuno Stato, ci sono solo vigliacchi che sparano e si fanno esplodere per ideali che cittadini veri non possono e non devono condividere.
Vigliacchi che si coprono il volto e che con la scusa di una religione tutta loro usano anche il nome di Allah impropriamente, facendo di una religione antica un’arma per offendere i musulmani che pregano un Dio che non uccide.
Dio crea e ama ma non uccide vigliaccamente persone che vanno a teatro, allo stadio o in locali pubblici.
I terroristi che hanno messo a ferro e fuoco Parigi possono solo avere lo "status" di vigliacchi ma non l'identificazione di cittadini islamici o di veri musulmani.
Fuori da ogni retorica mi offende sapere che questa Europa che tanto tenacemente è stata costruita dal nulla, con piccoli e grandi supporti da parte di tutti gli Stati membri, sia colpita in maniera tanto cruenta.
Mi offende leggere commenti su Facebook e sui maggiori social che ancora inneggiano alla calma e al buonismo che non possono estirpare l’odio da menti malate, da gente che andrebbe solo rinchiusa a vita e curata. Il buonismo può solo alimentare questi vigliacci, può solo rappresentare una giustificazione quando non c'è nulla da giustificare.
Ho ascoltato fino a tarda notte le notizie che giungevano da Parigi, simbolo e Capitale di una Nazione che ha sempre ospitato e garantito a tutte le nazionalità lavoro e studio e il rispetto delle tradizioni culturali e religiose.
Chi è stato a Parigi queste cose le conosce bene. Conosce bene il grado di integrazione che è stato costruito per tanti anni, forse come prima Nazione europea.
Per un Europa che accoglie e che ha fatto di una unica bandiera la sua etichetta, parlare di innalzamento dei livelli di sicurezza sembra raccontare una fiaba ad un bambino.
Chi non sa cosa è la guerra e l’odio non riuscirà mai a difendersi da una ignoranza che colpisce dove e quando vuole.
Siamo talmente abituati a vivere nella nostra libertà, al nostro andare in giro muniti solo di carta d’identità…siamo talmente disabituati alla guerra.
Eppure c'è qualcuno che in questi giorni ha parlato di inizio della Terza Guerra Mondiale.
Dobbiamo fare tesoro dell’insegnamento dell’ultimo conflitto bellico nel quale ci si sparava tra vicini, tra fratelli, nel quale sono state perpetrate atrocità in nome di un idolo e in nome del potere. 
Quello che mi sconcerta dai tempi dell’assalto alle Torri Gemelle è l’incapacità di scovare questi vigliacci…continuano a seminare folli comunicati, frasi sui social, ma nessuno sa chi sono e soprattutto dove sono.
Come mai di noi si sa sempre dove siamo e da che parte del mondo ci connettiamo?
Quando si apre un profilo su Facebook, Twitter e altro vengono richieste talmente tante informazioni che neanche i nostri genitori le conoscono.
Mi chiedo perché tanta violenza non possa essere arrestata visto che abbiamo tantissimi strumenti a disposizione.
Mi chiedo come tanti europei si siano uniti a queste merde umane che seminano morte e distruzione.
Sono sotto shock quando penso a quanti colleghi danno seguito a queste gesta e scrivano “Stato islamico” ben sapendo che questo non è uno Stato ma un gruppo organizzato che ha come unico obiettivo il male.
Io sono francese oggi.
Sono tutte le nazionalità che vedono calpestata la vita in maniera tanto indegna.
Sono di tutte le religioni del mondo, perché i musulmani veri sanno dialogare e non fanno queste azioni deplorevoli portando avanti il nome del loro Dio.
Non voglio una Europa dove non posso mangiare una pizza senza aver paura che qualcuno si faccia esplodere.
Non voglio andare allo stadio e pensare che chi mi siede accanto sia armato.
Non voglio andare a teatro, centro nevralgico della nostra cultura, e pensare di non terminare di vedere uno spettacolo perché qualcuno può spararmi in testa.
Voglio un’Europa di pace, che accoglie e diffonde cultura e valori positivi.
Indignamici tutti con durezza e passione. Perché questo è il nostro Stato e questa è la nostra Europa.
I terroristi non mi rappresentano, non uccidono le idee. Le nostre idee e i nostri valori devono essere più forti.
I 129 morti a Parigi sono miei fratelli, miei familiari, miei concittadini: per loro sì è possibile usare la parola “Stato”, perché sono morti nell’appartenenza a qualcosa, hanno studiato e lavorato per costruirlo lo Stato e l'Europa dove sono morti.
Questo voglio proclamare oggi: la morte di cittadini veri appartenti ad uno Stato che scalza quello che non ha niente di islamico ma è solo vigliacco terrorismo.

di Gioia Maria Tozzi

14 Novembre 2015

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