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L'INTERVISTA...

Gli obiettivi di "Cardiosalus": parla il presidente Anna Patrizia Jesi

“Per prendermi cura della salute del mio cuore…cambio stile di vita”...prevenire è meglio che curare

Nella foto la professoressa Anna Patrizia Jesi

Anna Patrizia Jesi, cardiologa a capo del presidio ospedaliero del San Filippo Neri "Salus Infirmorum" e presidente dell'associazione onlus Cardiosalus, spiega e svela i segreti della salute del nostro cuore in un'intervista.        

L'INTERVISTA
Cos'è la cardiologia riabilitativa?
"Tutti i pazienti che in seguito ad infarti o altre patologie dell'apparato cardiaco vengono ricoverati, così come tutti i pazienti cui viene installato un bypass o simili, prima di essere riammessi alla vita di sempre, trascorrono un dato periodo di tempo all'interno di strutture di cardiologia riabilitativa, una sorta di fisioterapia del cuore - dice la professoressa Anna Patrizia jesi - una di queste è il Salus Infirmorum, che io dirigo e gestisco. Qui, come in altri presidi dello stesso tipo, lavorano in modo cooperativo diverse categorie di medici, tra cui cardiologi, fisioterapisti, fisiatri, dietisti, ecc...Lavorano tutti quanti attorno al paziente, ognuno agendo da un differente punto di vista, perché una persona che si opera al cuore, che magari non ha mai saputo di essere un soggetto a rischio, ha difficoltà ad accettare questo suo nuovo status ed è del tutto impreparata ad affrontarlo. Noi gli diamo dei consigli, una via da seguire, uno stile di vita corretto che possa rallentare quello che è il processo d'invecchiamento dell'apparato cardiaco. Ma è chiaro che il resto, la parte più importante, spetta a lui, al paziente e al suo senso di responsabilità una volta uscito di lì e tornato alla vita di prima."

Cos'è Cardiosalus?
"Cardiosalus è un'associazione onlus che nasce con lo scopo di informare e diffondere la cultura della salvaguardia del nostro cuore, attraverso un corretto stile di vita, un'alimentazione regolare e lo sport che non deve mai mancare. Molte persone non sanno di essere affette da disturbi cardiaci finchè non ne vengono colpiti. Quest'associazione formata da medici, ma soprattutto volontari, di solito ex pazienti, nasce proprio dalle parole di uno di loro, che una volta uscito dalla situazione di pericolo, quando anche la sua cardiologia riabilitativa stava per finire, mi ha detto che se fosse tornato alla vita di sempre, avrebbe sicuramente finito col riassumere le stesse abitudini negative. Mi ha chiesto perché non esistesse qualcosa che si occupasse di seguire vita naturale durante tutti coloro che per cause diverse avevano avuto problemi di cuore e ne erano usciti. Così mi è venuta l'idea ed ho iniziato a chiedere e a spargere la voce tra altri dottori, e pian piano abbiamo creato Cardiosalus. È dal 2003 che siamo attivi, abbiamo avuto il camper dalla Bnl soltanto da poco, ma è stato un grande dono che ci ha permesso di portare nelle piazze, nelle scuole ovunque ci venga richiesto, visite gratuite, informazioni utili e consigli importanti su cosa fare e cosa non fare per tenere in forma il cuore".                  

Cosa serve a Cardiosalus per poter crescere? 
"Noi organizziamo iniziative per raccogliere fondi, per far conoscere l'entità e la portata del problema, ma anche per rassicurare sul fatto che attraverso una vita equilibrata e seguendo delle piccolissime regole, si possono evitare molte conseguenze negative. Sul nostro sito www.cardiosalus.it è indicato anche un numero di conto corrente cui destinare il cinque per mille e ci sono tutti i contatti e gli appuntamenti in programma. E' importante dire che i privati o le aziende, che volessero fare dei lasciti alla nostra associazione, avrebbero poi delle agevolazioni fiscali, così come avviene in molte altre parti del mondo. Ma abbiamo anche bisogno di volontari, di persone che abbiano passato questo problema e abbiano voglia di raccontarlo nelle scuole, come nelle piazze, ovunque ci sia qualcuno che voglia ascoltare: familiari, amici, parenti di chi ha subito un'operazione cardiaca, di chi è stato costretto a cambiare la sua vita in un colpo. Spero che queste mie parole possano arrivare lontano e sensibilizzare. Credo che il giornale sia il mezzo giusto per dar voce alle cose che voce non hanno, ma hanno comunque bisogno di gridare per farsi sentire".

Quali sono i consigli che può dare? 
"Dirò quello che dico sempre ai miei pazienti o a coloro che vengono a fare visite di controllo gratuite all'interno del nostro camper. Le cause dei problemi cardiaci sono per il cinquanta per cento genetiche e per il resto dipendono da noi e da come trattiamo il nostro corpo. Il fumo è un vaso costrittore ed aumenta i rischi d'infarto del miocardio e le possibilità di avere ictus, oltre a provocare danni irreparabili ai polmoni. La scarsa vita sociale è un'altra causa di problemi cardiaci. È stato dimostrato che infarti e ictus sono molto più riscontrati su persone con difficoltà a rapportarsi con gli altri, che stanno chiuse in sé stesse e nelle proprie abitudini. La sedentarietà, quindi una vita poco dinamica, in cui non ci sia un'attività fisica quotidiana, in cui si badi poco alla forma, perché i chili di troppo non sono soltanto un problema estetico. Colesterolo e glicemia alti, sono altre cause tipiche degli infarti. Il consiglio che posso dare e che do sempre, è quindi, quello di relazionarsi con gli atri, evitando di chiudersi in sé stessi; di fare sport, sempre; di non fumare mai; di mangiare senza esagerare. Sono poche e piccole regole che possono dare davvero un grande aiuto".

Quali sono i progetti futuri e le iniziative nel cassetto?
"Abbiamo in mente di far girare il nostro camper per tutto il Lazio, partendo dalla provincia di Roma e da tutti i paesi che la compongono. Vogliamo dare un aiuto vero a chi ne ha bisogno. Sentiamo la necessità di instillare questi concetti nelle fertili menti delle persone più giovani, in modo che possano aiutarli a modificare in tempo le proprie abitudini. È ancora da decidere, ma nei prossimi mesi, speriamo giorni, la nostra clinica su quattro ruote dovrebbe toccare Capena e Monterotondo. Stiamo ancora cercando una nostra sede e per il momento usiamo la mia stanza in ospedale. Quando avremo finalmente una sede, forse al San Giacomo, almeno di quest'ipotesi si sta parlando ultimamente, potremo aumentare il follow up, quindi tutto ciò che riguarda il seguito delle operazioni cardiache con l'aiuto determinante di giovani medici volenterosi. Abbiamo in mente di seguire i pazienti sempre, di fargli fare passeggiate e corsette, all'interno delle meravigliose ville che Roma offre. Pensiamo anche a dei corsi gratuiti di primo soccorso per i familiari degli ex pazienti, in modo che possano essere pronti nel caso dovesse accadere qualcosa di spiacevole. Tutto questo, naturalmente richiede denaro e volontari. Io sono ottimista e credo, ma prima ancora spero, che raggiungeremo i risultati prefissati in modo che sempre più persone potranno vivere meglio e vivere di più".

di Stefano Papalia 

15 Novembre 2009

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