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Venerdi' 18 aprile nella biblioteca comunale

Andrea Cisternino racconta la sua battaglia per salvare gli animali in Ucraina

A Kiev dal 2009, l’attivista ha già salvato decine di randagi dagli spietati “dog hunters” ucraini

MONTEROTONDO - Il fenomeno del randagismo in Ucraina raccontato da un italiano che ha scelto di vivere a Kiev ed affrontare una battaglia nobile ed impegnativa. Andrea Cisternino incontrerà il pubblico venerdì 18 aprile alle ore 19 nella biblioteca “Paolo Angelani” in piazza Don Minzoni e cercherà di spiegare com’è articolato il progetto “Rifugio Italia”, attraverso il quale Andrea si occupa di raccogliere i randagi trovati per strada e salvarli dai “dog hunters”, incaricati di ucciderli. L’evento, patrocinato dal comune in collaborazione con il canile comunale e con Icm - Istituzione Culturale di Monterotondo, prevede un aperitivo vegano al termine della conferenza. 

CHI E’ ANDREA CISTERNINO. Fotografo di moda e costume, attivista animalista da sempre, Andrea Cisternino arriva in Ucraina nel 2009, quando le stragi contro gli animali erano già iniziate da molti anni, seppur tenute rigorosamente segrete dal governo. Il problema divenne di portata globale quando l’Uefa assegnò l’organizzazione degli Europei di Calcio all’Ucraina assieme alla Polonia. L’organo di controllo del calcio europeo, durante i suoi sopralluoghi nell’ex repubblica sovietica, si trovò di fronte a migliaia di randagi che occupavano le strade e le zone dove sarebbero sorti gli stadi. Ordinò quindi al governo ucraino di risolvere immediatamente la situazione, pur sottolineando come non sarebbero stati accettati metodi violenti per uccidere gli animali. Ma l’ex Stato russo, a corto di risorse e strutture idonee, praticò il sistematico sterminio di migliaia di randagi in vista della preparazione all’evento, una pratica definita "consueta" che dal 2010 si è intensificata con finanziamenti a supporto della ribattezzata "soluzione ultima", nel più breve tempo possibile e con ogni mezzo. Cisternino toccò con mano le conseguenze di queste politiche estreme quando anche il suo cane morì avvelenato dai “dog hunters” a Kiev, tra il 2010 e il 2011. Decise quindi di organizzare un’associazione ucraina, denunciare chi dava la caccia agli animali e costruire un rifugio chiamato “Rifugio Italia”, uno spazio di circa 20.000 mq suddiviso in zone, in cui verranno inseriti anche un ospedale e una zona quarantena. Al momento, i randagi ospitati sono 25. Per le sue iniziative, Andrea ha anche conseguito, nel marzo del 2013, il premio nazionale “Agenda Rossa”, in memoria del giudice Paolo Borsellino. Riconoscimento che di solito si assegna a chi lotta contro la mafia, ma dato in questo caso a lui perché da solo stava combattendo la sua battaglia.

In allegato la locandina dell'evento (da scaricare)

di Paolo Gresta

15 Aprile 2014

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