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EDITORIALE

I 67 anni della nostra Repubblica Italiana

Stanca ma viva attende la restituzione della sua dignitą originaria

2 giugno 1946, un’Italia devastata dai lunghi anni di una guerra persa si reca malconcia alle urne per il primo referendum istituzionale della sua giovane storia. Si tratta di scegliere la forma costituzionale di quella Italia che verrà, decidere se tenere la Monarchia dei Savoia, complice di un fascismo ottuso e bellicoso, oppure affidarsi al Governo del popolo, alla Repubblica. L’esito non è scontato, troppo forte è l’attaccamento alla Corona, mentre la parola Repubblica suona troppo lontana dalle corde di un popolo abituato a riconoscersi in autorità e personalità individuali. In quel fatidico giorno il popolo italiano si consegnò alla Repubblica. Una scelta radicale e coraggiosa, piena di fiducia e speranza, la scelta di un popolo a cui la guerra aveva strappato figli e sogni, ma che desiderava ricominciare a vivere.

Oggi la nostra Repubblica compie 67 anni, dovrebbe essere nel pieno della sua fanciullezza eppure sotto il belletto mostra evidenti segni di cedimento; il cuore batte ancora forte e saldo attraverso i suo figli migliori, ma il suo comportamento è sguaiato e indecente, passeggia sui viali al chiaro della luna vendendosi alle offerte di politicanti e uomini d’affari senza scrupoli. Non so quando la Vergine Italia abbia dimenticato i valori ed i principi dei suoi padri per affidarsi a lenoni e maitresse. Decenni di malaffare e prepotenze l’hanno trasformata, trasfigurata, l’hanno resa oggetto di mercanteggio, chi ha potuto l’ha presa, usata, stuprata, masticata e sputata via. Oggi ci ritroviamo a festeggiare la Festa della Repubblica, un compleanno che tanti identificano solo con la sfilata delle Forze Armati e dei corpi militari e civili che lavorano al suo servizio. Non è così. Oggi è il compleanno di nostra madre e bisognerebbe onorarla almeno con un pensiero pulito, perchè è una Repubblica che si è alimentata del sangue e del sacrificio di migliaia di uomini che per Lei hanno creduto, combattuto e che per lei hanno donato la vita. È un sacrificio che continua ancora oggi: ogni giorno ci sono uomini e donne che lottano e muoiono perché la Repubblica sia degna di rispetto, eroi e uomini semplici che credono nei valori che hanno unito un intero popolo sotto un unico cielo, gli stessi valori che 67 anni fa hanno spinto milioni di sopravvissuti a scegliere di autogovernarsi.

La Repubblica Italiana è stanca ma viva, se oggi è nelle mani di pochi la colpa è soprattutto nostra, non degli “altri” ma di NOI, di quelli che assistono senza più sdegnarsi, di quelli che girano lo sguardo quando i soliti furbetti si impossessano della nostra libertà, di quelli che assistono allo spettacolo di indecenti dei maiali che si abbuffano nel trogolo dei palazzi senza provare vergogna. Svegliatevi dunque, ritrovate…ritroviamo la dignità dei figli della Repubblica, quelli veri, quelli che si sono allattati ai suoi seni pieni di sogni e che l’hanno creata. Oggi più che mai bisogna crederci, è necessario destarsi da questo sonno anestetizzato e ricominciare a sperare…e con la speranza verranno i sogni…e poi le azioni…e poi ancora l’energia necessaria per restituire alla nostra Repubblica la dignità originaria. E allora la prossima Festa sarà davvero un compleanno di cui essere fieri.

di Roberto Grande

01 Giugno 2013

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