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ROMA. LA VOCE DELLA LUPA

Chievo corsaro, Théréau condanna la Roma

1-0 per gli uomini di Corini. Giallorossi adesso a rischio Europa. Chievo matematicamente salvo

La sconfitta casalinga della Roma contro il Chievo non è un risultato a sorpresa. Non tanto perché gli uomini di Corini battono per la seconda volta, con lo stesso risultato e sempre nei minuti finali, i giallorossi in campionato. Ma perché chi ha visto 3 o 4 gare dei romani quest’anno, non può dire di aver ammirato una squadra coerente, regolare e in grado di garantire un rendimento degno di un team di vertice. Basta guardare agli ultimi risultati di Totti e compagni contro le piccole, per accorgersene: sconfitte contro Palermo e Chievo, pareggio col Pescara ultimo in classifica. Totale: un punto su nove disponibili. Il che si traduce in una valanga di occasioni perse, regali agli avversari e il discorso Europa League di nuovo a serissimo rischio. Oggi la Roma ha mostrato un gioco fatiscente, sbattendo testardamente contro il muro tirato su dai gialloblu, che poteva essere infranto con un pizzico in più di cervello. E’ bene ricordare che anche contro la Fiorentina, i giallorossi erano stati surclassati dal punto di vista del gioco e solo un dono del cielo ha permesso ai ragazzi di Andreazzoli di cogliere la più insperata delle vittorie. Col Chievo, la Roma si è subito rigiocata il bonus acquisito a Firenze: il gol di Théréau al 90’ è la degna conclusione di un match (un campionato intero?) buttato via per netti demeriti dei padroni di casa, più che per altro. E’ in un contesto del genere che va valutato il lavoro di Andreazzoli, un uomo che studia la tattica, ma che evidentemente ha bisogno di qualcun altro che curi anche la testa, i muscoli, il disegno generale della squadra. Perché è chiaro come il sole che un tattico non è un allenatore. Meglio, non è un manager. E i limiti di questa Roma sono lo specchio dei suoi. Adesso ci sono il Milan a San Siro e il Napoli di Cavani all’Olimpico. Ultime due giornate di un altro campionato di grandi sofferenze per i tifosi romanisti. Che meriterebbero molto di più, rispetto all’ennesima galleria degli orrori vista stasera. 

LA CRONACA. Prima della gara, il pubblico festeggia i 30 anni dal secondo scudetto giallorosso (8 maggio 1983) assieme ad alcuni campioni della Roma di allora. Una gioia cancellata dalla pioggia di fischi caduta dagli spalti durante il minuto di raccoglimento per la scomparsa di Giulio Andreotti. La Roma si presenta con un 3-4-1-2 molto offensivo: Osvaldo-Destro avanti supportati da Totti, Pjanic sulla mediana con De Rossi, Dodò e Piris sulle fasce. Lobont recupera ed è tra i pali. Corini schiera il suo Chievo col 5-3-2 e il tandem Théréau-Stoian in attacco, a supplire le assenze di Pellissier (castigatore dei giallorossi all’andata) e Paloschi. I veneti sono messi molto bene in campo, chiudono ogni spazio e la Roma fatica moltissimo. Solo al 35’ infatti i giallorossi si rendono davvero pericolosi con una conclusione di Osvaldo in area, bloccata da Puggioni. Il gran lavoro tattico di Stoian, Dainelli e Cofie premia un avversario che inchioda i padroni di casa. La Roma inizia la ripresa a testa bassa, cercando di spingere sull’acceleratore per far saltare il fortino gialloblu. Totti e Destro sfiorano il gol in apertura, poi il capitano si vede deviare sulla traversa da Dramé un gran tiro all’8’. I giallorossi mettono alle corde il Chievo, che accusa la stanchezza dell’ottimo primo tempo. Di occasioni ne arrivano tante, ma né Dodò, né Osvaldo e Marquinhos riescono a concretizzare. Entrano anche Florenzi e Lamela, ma la Roma non trova la lucidità necessaria per chiudere la gara. Il Chievo nel frattempo ci prova con qualche contropiede. Fino a quando i tanti errori giallorossi vengono puniti al 90’: ripartenza micidiale di Dramé a sinistra, palla a centro area per Théréau che batte Lobont, raggelando lo stadio. Chievo salvo aritmeticamente. Per la Roma, altre due gare da brivido con l’incubo di restare fuori dall’Europa anche quest’anno.

TABELLINI E PAGELLE:
- ROMA (3-4-1-2):
Lobont sv; Marquinhos 5, Burdisso 5, Castan 5; Piris 5,5 (dal 10’ st Florenzi 5), De Rossi 4,5, Pjanic 5 (dal 27’ st Lamela 5), Dodò 4,5; Totti 5,5; Osvaldo 5, Destro 4,5 (dal 32’ st Bradley sv). A disp.: Goicoechea, Svedskauskas, Marquinho, Romagnoli, Torosidis, Taddei, Perrotta, Tachtsidis, Lopez. All.: Andreazzoli, 4
- CHIEVO (5-3-2):
Puggioni 6; Frey 6 (dal 24’ st Sardo 6), Andreolli 6,5, Dainelli 6,5, Papp 6, Dramé 6,5; Luciano 6,5 (dal 28’ st Seymour 6), Hetemaj 6, Cofie 6,5; Théréau 7, Stoian 6,5 (dal 36’ st Vacek sv). A disp.: Ujkani, Squizzi, Cesar, Sampirisi, Guana, Farkas, Jokic, Samassa. All.: Corini, 7
- ARBITRO: Peruzzo di Vicenza, 6, 5
- MARCATORI: Théréau al 45’ st
- NOTE: Ammoniti Piris (R); Luciano, Stoian e Papp (C). Angoli: 18-2 per la Roma. Recupero: 2’ pt; 4’ st

di Paolo Gresta

08 Maggio 2013

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