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EDITORIALE

Donna, madre, moglie, figlia, innamorata, viva...

La storia di Maria per augurare un buon 8 marzo a tutte le nostre lettrici

Donna, madre, moglie, figlia, innamorata, viva...l'8 marzo si festeggia la Giornata Internazionale della Donna ma molte in questo giorno vivranno la solita quotidianità fatta di impegni, famiglia, lavoro. A tutte loro dedichiamo un racconto che vuole celebrare la fatica di ogni giorno, vissuta con passione in ogni secondo, ogni ora. Pennellate di quotidiano che lasciano il segno in questo mondo che va di corsa ma che si ferma per poche ore ad ascoltare il loro cuore. Buona festa a tutte voi, donne!

"La sveglia urla anche questa mattina, inevitabile, impietosa e Maria allunga una mano per fermare quell’agonia. Era addormentata, ma la sua coscienza era in attesa del suono che preannuncia l’inizio di una nuova giornata, la mente già impegnata a pianificare i mille impegni ed incombenze quotidiane.  Si prende solo qualche istante per far svanire la foschia che slega i movimenti, poi tira via le lenzuola e si avvia verso il bagno, la casa è ancora silenziosa, suo marito è uscito un’ora prima per prendere il treno che lo porta in città, pensa a lui che si muove piano cercando invano di non svegliarla, sente il bacio sulla guancia e poi il rumore della porta che si apre e chiude dietro di lui. Indugia in bagno qualche minuto in più del necessario, questo è il suo tempo, gli unici istanti del giorno che lei ruba per sè senza sentirsi in colpa. Si guarda allo specchio, l’immagine che vede riflessa la soddisfa solo a metà, cerca nuove rughe e nuovi segni che le indichino il passare dei giorni, degli anni. Finisce in fretta di sistemarsi, un ultimo respiro e poi si comincia. Mette latte e caffè sul fuoco, prepara la tavola per la colazione e chiama i suoi bambini che ormai tanto bambini non sono più, apre le persiane, ma ancora la luce del sole non arriva a benedire le stanzette. Dovrà chiamarli ancora un paio di volte prima che si alzino e si mettano a tavola, ingurgitando latte e biscotti con gli occhi semichiusi. Ma gli zuccheri cominciano a funzionare e tutta la casa è presto popolata dai consueti rumori: acqua che scorre, la musica dell’emittente preferita con i Dj troppo svegli, le discussioni sui vestiti che non sono mai dove dovrebbero essere. Una frenesia che dura tutto sommato poco, poi con un bacio veloce i ragazzi si fiondano a prendere l’autobus per andare a scuola. Maria ci mette un attimo a sistemare casa, poi un filo di trucco ed è fuori anche lei, ad affrontare in auto il traffico della mattina, non si abituerà mai a restare imbottigliata in attesa del verde al semaforo che sembra offenderti con i suoi 15 secondi prima di cedere il passo al rosso che dura 5 minuti.

Miracolosamente arriva in ufficio in orario oggi e può cominciare il lavoro senza i soliti umilianti rimproveri del capo di 20 anni più giovane. La pausa pranzo serve di più all’anima per rilassarsi che al corpo per nutrirsi, la panchina del vicino parco sembra riconoscerla e sorriderle a distanza, sempre disposta a lasciarsi conquistare per qualche minuto. L’ultima mezz'ora è sempre la più lenta, ma passa anche questa e Maria è fuori, ma prima di tornare a casa passa dal supermercato a fare la spesa, si stupisce quasi di quanto mangino i suoi giovani uomini, a meno che il frigorifero e la dispensa non siano posseduti da un’orda di spiriti affamati. Quando arriva a casa è quasi buio, anche se le giornate si sono un po’ allungate, la primavera sta per mandare l’inverno nel ripiano più alto dell’armadio, insieme a maglioni e piumini. I ragazzi sono a casa, impegnati a studiare mentre i messaggini fanno squillare il cellulare in continuazione. Lo schermo del pc sempre acceso rimanda la solita pagina di Facebook e l’ordine conquistato la mattina sembra ormai un ricordo lontano. È bella la sua casa, ma pagarla richiede uno sforzo che sembra sempre più pesante...da quanto non compra qualcosa di bello per sé? Tutti guadagni sembrano finire inghiottiti in una voragine mai sazia e il futuro ha un aspetto ancora peggiore… basta, si scuote e comincia quasi involontariamente a rassettare, suo marito ancora non è arrivato, il treno dei pendolari è eternamente in ritardo, arriverà in tempo per la cena. Prima della cena però c’è da accompagnare i ragazzi in piscina e alle prove di teatro, per loro si può fare. Per loro tutto si può.

Il marito arriva e la trova davanti ai fornelli, avvolta dal profumo di sugo al pomodoro, per lui è bellissima, più di quando le ha chiesto di sposarla. La cena è pronta subito dopo la doccia, mentre sono tutti a tavola ci si aggiorna sulla giornata che sta per finire, ma sono rare le novità, tutto sembra scorrere su binari ben definiti, senza troppi scossoni. La doccia di Maria è rimandata a dopo cena, quando marito e ragazzi si mettono alla tv per vedere la partita: oggi è importante, c’è la Champions League. Dopo la doccia si prende un po’ di tempo per farsi un po’ di coccole, la crema per il corpo e quella per il viso, centellinata visto che è l’unico extra che si concede. La stanchezza richiede presto il dazio di una giornata vissuta senza pause e il letto sembra l’amante più bello e più dolce che si possa desiderare. I suoni arrivano smorzati attraverso la porta chiusa, suo marito verrà presto a dormire, ma intanto la sua voce le arriva allegra insieme a quella dei suoi gioielli...un sorriso le compare sul viso, è un sorriso appena accennato, quasi timido, timoroso che il destino possa esserne geloso. Pian piano Maria sprofonda nel sonno ma prima un pensiero le attraversa la mente...oggi è l’8 marzo, la Festa della Donna, e in un sospiro allora il suo cuore le sussurra: “Auguri Maria, te lo sei meritato”.

di Roberto Grande

07 Marzo 2013

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