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Garantite tutte le prestazioni sanitarie

Contro i tagli, occupato il San Filippo Neri

I tagli previsti porterebbero alla chiusura dei pił importanti reparti di chirurgia della struttura

Fotoreportage dell'inviata Ilaria Misantoni

ROMA – E’ iniziata poche ore fa l’occupazione dei locali della Direzione Sanitaria dell’Ospedale San Filippo Neri, per protestare contro il taglio annunciato di circa 117 posti letto e la soppressione di numerosi reparti, messa in atto dal Commissario Straordinario Enrico Bondi. Attualmente sono circa una cinquantina tra medici e rappresentanti sindacali impegnati nella clamorosa iniziativa e decisi a resistere ad oltranza.

LA PROTESTA. Mentre vanno avanti le trattative per salvare l’ospedale tra il Direttore Generale facente funzioni Lorenzo Sommella e il Commissario Bondi, le sigle sindacali del personale medico e infermieristico ed i rappresentanti delle aziende esterne si sono incontrati per discutere delle novità avute questa mattina. “Chiediamo trasparenza e un confronto serio - afferma Mauro Bufacchi, segretario provinciale Fials - Le uniche informazioni che abbiamo vengono dal Direttore Generale, ma fino ad ora non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale da Bondi -  e insiste - devono dimostrarci perché ci chiudono”. Nell’intenzione del Commissario ci sarebbe infatti la chiusura dei reparti di Cardiochirurgia, Neurochirurgia, Otorino, Maxillo-facciale e Urologia con le loro relative camere operatorie e terapie intensive. Mentre in ambito medico la chiusura sembra certa per il reparto di Geriatria. “Abbiamo circa 36 mila accessi l’anno. Il commissario dovrebbe spiegare senza posti letto dove li mettiamo” continua Bufacchi, che fa notare come negli ultimi anni siano stati investiti somme importanti per l’ammodernamento della struttura e degli impianti tecnologici “60 milioni di euro per la costruzione di due nuove palazzine, i padiglioni C e D, e mezzi all’avanguardia. Abbiamo il più sofisticato Acceleratore Nucleare, un gioiello per fare la radioterapia che altri ospedali nel Lazio si sognano”.  Non esclude iniziative clamorose invece, Enzo Riso della Cgil: “vogliamo un confronto sui dati veri, non su quelli che il Commissario dice di avere, che a noi non risultano corretti”.

I LAVORATORI. Sulla ricaduta occupazionale nessuno si sente di pronunciarsi, ma la tensione è palpabile quando dai posti letto si comincia a parlare di lavoratori. “Finora nessuno ne ha ancora parlato, ma non possiamo non pensarci”continua Riso. Il pensiero è ai lavoratori precari, per cui sembrava essere stato raggiunto nei mesi scorsi un accordo: “Ci avevano assicurato il rinnovo dei contratti, ma il 31 dicembre scadono e a questo punto è di nuovo tutto in discussione”. La questione dei precari non riguarda solo il personale medico e infermieristico, ma anche le ditte esterne di pulizie, circa 250 lavoratori e i dipendenti dell’agenzia per il lavoro Orienta, che fornisce all’ospedale infermieri aggiuntivi “servono a sopperire le carenze al personale che già abbiamo”.

LE RICADUTE SULLE PRESTAZIONI. Gli occupanti e i delegati sindacali ci tengono a precisare che non è incorso alcuna interruzione del servizio, e che tutte le prestazioni mediche continuano a essere garantite regolarmente: “i cittadini non dovranno temere alcun disservizio o alcuna diminuzione dell’offerta sanitaria dell’ospedale” recita una nota che stanno preparando i lavoratori.

dell'inviata Ilaria Misantoni

13 Dicembre 2012

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