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L'ANGOLO DI FRA' PIO

Da sperimentare l'amore al dimostrarlo

La quarta parte de “Il cammino dell'amore”

Cari amici e care amiche!
Dopo un bel po' di tempo continuiamo il nostro percorso sul tema dell’amore. Nell’articolo precedente abbiamo scoperto la differenza tra essere egoisti e amarsi, e che non possiamo amare l'altro se non amiamo noi stessi. Il prossimo nostro passo sarà quello di trasmettere l’amore.

TRASMETTERE L'AMORE. Quando scopriamo di amare, di dimostrare di amarci, trasmettendo che teniamo alla nostra persona (perché sono l’Amato da Dio), così faremo con la persona che abbiamo scelto di amare. Sappiamo comunque che non è sempre semplice dimostrare i propri sentimenti e le proprie intenzioni: spesso siamo fermati dalle nostre paure emotive o dai nostri pensieri errati, convinti del fatto che certe parole non si usano più. Questo in parte è vero, ma è altrettanto vero che il proprio sentimento non si trasmette solo con il linguaggio verbale e scritto, ma anche tramite gesti, atteggiamenti, sguardi, baci, carezze ecc... Ci sono dei linguaggi che vanno oltre la penna e la voce e forse è questo tipo di “trasmissione” che abbiamo perso. Abbiamo tenuto solo il linguaggio del corpo, ma solo per soddisfare i nostri bisogni e non per trasmettere l’amore. Logicamente alla base del trasmettere l’amore c’è il linguaggio, ma esso non può essere solo verbale o solo corporale o solo affettivo: ci deve essere una loro giusta misura.

Mentre stavo scrivendo, mi è venuto in mente un incontro avuto circa un mese fa. Ero in treno quando una ragazza un pò incuriosita mi chiese cosa stavo leggendo ed io le risposi che stavo rileggendo alcuni testi sull’amore che avevo scritto. Lei, meravigliata, mi chiese come mai un religioso parlasse del tema dell’amore ed io ridendo risposi che forse era perché non lo fa più nessuno. La domanda successiva fu: “Di cosa parlerà nel nuovo articolo?”. Io risposi che sicuramente avrei parlato del linguaggio dell’amore. Lei ridendo mi disse che allora avrei scritto poco e soprattutto citando solo il mondo femminile, perché le donne sono le uniche che ancora usano linguaggi amorosi. Infatti, per esempio, aggiunse, se una donna sente o solo pensa alla parola “amore”, gli s’illuminano gli occhi... se invece un uomo sente o pensa alla parola “amore”, gli prende un prurito per tutto il corpo. Poi guardandomi fisso negli occhi mi disse: “Perché, caro padre, voi uomini pensate, che il linguaggio amoroso giusto è solo per noi femmine, quando in realtà vi fa molto piacere sentirvi dire parole amorose, ma non altrettanto pronunciarle... in poca sostanza voi uomini siete degli sporchi egoisti”. Ovviamente c’era una ferita, e forse anche molto recente dietro queste parole. Questa visione della ragazza però, mi ha lasciato un pensiero: “Gli uomini non sanno parlare con amore”.

Assorto in questo pensiero, mi sono diretto verso un sotto passaggio pedonale e tra le tante scritte che ci sono lungo i muri, ho trovato trovavo due frasi. La prima: “Mia dolce Ginevra, la mia vita senza di te sarebbe come il cielo di notte senza stelle SCURA E INSIGNIFICANTE. Marco”. La seconda: “Caro Marco, tu nella mia vita sei stato come il primo maggio quando cade di domenica INUTILE. Ginevra”. Non vi nascondo che quando mi sono accorto della possibilità che Ginevra avesse risposto a quel Marco, pensai che il discorso della ragazza del treno fosse vero ma solo in parte. Perché Marco le parole le aveva usate, ma forse sono mancati i fatti e altri tipi di linguaggi che facessero capire l’amore che provava per Ginevra. Allora: o Marco non provava ciò che aveva scritto o non sapevo dimostrarlo. Da quel momento iniziai a pensare; sia gli uomini che le donne provano amore e risentimento ma a volte usano dei modi diversi per comunicarlo, e forse le donne riescono a essere molto più credibili.

IL LINGUAGGIO DELL'UOMO E DELLA DONNA. Vedete, come ho detto prima, alla base del discorso della ragazza del treno c’era una ferita, ma anche un po’ di verità. Infatti è vero che certi modi di trasmettere il proprio amore, la maggior parte degli uomini li considera più femminili, perché troppo sdolcinati da pronunciare e quindi li usano con il contagocce, ma ci sono anche degli uomini che non la pensano così e dicono e scrivono parole stupende. Infatti, se andiamo alla Sacra Scrittura al libro del Cantico dei cantici, troviamo parole d’amore bellissime, se vogliamo pure “sdolcinate”, e sono pronunciate sia dall’uomo sia dalla donna, e quindi non è vero che l’uomo è incapace di dire parole d’amore e usare termini “sdolcinati”.  Se leggiamo i romanzi o le poesie scritte da uomini, ci commuoviamo leggendo le frasi d’amore dedicate alla donna che vi sono scritte. Quel che invece è vero è che l’uomo si è sempre di più rivestito di una “corazza maschia”, e ha sempre di più separato ciò che era simile e che si addiceva o non addiceva a questa corazza. Questo perché a noi uomini piace essere invulnerabili, e invece il trasmettere i propri sentimenti ci rende molto vulnerabili perché ci costringe ad aprirci e a disarmarci della nostra corazza. È vero anche che le donne quando devono trasmettere l’amore usano una fantasia e determinazione senza limiti, ma dico anche che quando vogliono trasmettere la ferita subita lo fanno con altrettanta fantasia e determinazione come ha fatto la citata Ginevra. In sostanza credo che sia vero che ci sia una motivazione intrinseca che manifesta la differenza di linguaggio usato dall’uomo e dalla donna.

I DIVERSI LINGUAGGI. Si può prendere come esempio il film “Ghost” con Patrick Swayze e Demi Moore. Lei gli dice “ti amo” e lui le risponde “idem”.  Ovviamente c’è differenza tra sentirsi dire: “Ti amo” o “anch’io tantissimo” e sentirsi dire “Idem”. Sappiamo bene che il significato di “idem” è “anch’io” ma ovviamente è più freddo. D’altro canto è pur vero che non gli ha detto “io no” e soprattutto è vero che se anche non riusciva a dirlo o a trasmetterlo con le parole, attraverso tutto il film si vedeva benissimo quanto lui la amasse. Ecco ciò che voglio dire: per trasmettere il proprio sentimento e il proprio amore al proprio partner ci sono dei linguaggi vocali e quelli scritti. Questi linguaggi però non sono gli unici: ce ne sono molti altri; l’essere umano in più di duemila anni di storia si è sbizzarrito nella fantasia, perché non c’è un modulo scritto o un libro di parole da dire e da pronunciare che vada bene per tutti. Si trasmette il proprio amore soprattutto tramite gli sguardi, il fare sentire l’altro/a importante, dando attenzione, ascolto, cura, affetto. In verità, anche la cattiveria, si può trasmettere attraverso i linguaggi, sia vocali che scritti ma anche in questo caso non solo con questi. Si trasmette cattiveria soprattutto tramite sguardi, indifferenza, facendo sentire l’altro/a una nullità, un essere quasi insignificante o inutile per la propria vita o addirittura per il mondo intero.

GLI SMS CHE ACCORCIANO IL SENSO DELL'AMORE. Se è vero che le frasi e le parole sono importanti e trasmettono ciò che proviamo, allora è anche vero che bisogna fare molta attenzione agli sms che scriviamo. Perché c’è differenza tra ricevere un sms sul cellulare con scritto: “Ti amo tanto infinitamente” e “T.A.T.I.”. Oppure “ti voglio tanto bene” e “T.V.T.B.”. Esse non sono altro che abbreviazioni delle frasi intere, ma se usiamo un linguaggio abbreviato e ristretto per trasmettere ciò che proviamo è possibile che sia recepito e forse anche provato come un sentimento ristretto e non pieno e profondo dall'altro. Il motivo può essere un accorciare il tempo perché nel nostro secolo siamo abituati a semplificare tutto dai gesti alle parole, viviamo nel mondo dell' "attimo fuggente" e quindi nel più breve tempo possibile ti comunico ciò che provo e sento.

IL DONO DEL TEMPO E' UN LINGUAGGIO DELL'AMORE. Ecco, per riuscire a fare tutto riduciamo tutto, sia i modi, che i tempi, sia quelli per dormire che per mangiare, che per viaggiare, e quindi riduciamo anche quello per trasmettere l’amore. Perché non abbiamo più tempo e, quindi o riduciamo i termini e i modi o diamo tutto per scontato. Molti pensano che sia inutile ripetere “ti amo” al partner, è normale e logico che sia così, altrimenti l’avrei lasciato/a. Ecco, il problema non è tanto usare o meno parole d’amore, perché le frasi sono state scritte in vista dei sentimenti provati e non viceversa, ma il problema vero è che forse non dedichiamo il giusto tempo al partner: anche il dedicare il giusto tempo è un linguaggio, anzi il più importante. Donando tempo al partner, ritagliandomi uno spazio nella mia giornata e nella mia vita, provo e gli trasmetto amore. Perché nel  donargli tempo, userò tutti i tipi di linguaggi che sono usuali alla mia personalità e che fanno percepire al mio partner quanto sia importante. Donare tempo non vuol dire però invadere il tempo dell’altro come spesso facciamo, non vuol dire essere continuamente presente nella vita dell’altro. E nemmeno fargli pesare troppo questa presenza, o farlo sentire in debito o peggio ancora tua proprietà o cosa tua, anche se la “più bella cosa” come cantava Eros Ramazzotti. Perché con questo tipo di linguaggio non si dona il tempo e quindi non è amore ciò che si trasmette ma possesso, e come dice Enrico Petrillo (marito di Chiara Corbella) questo è il suo contrario. L’amore è libertà, è lasciare libero il partner facendogli capire che “io ci sono” e che lui è importante per me, nella libertà di esprimerlo nei modi più usuali alla mia persona e al mio carattere ma pur sempre esprimerlo, alimentando sempre l’amore che provo.

Finisco con una storia: “Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di un'ottantina di anni arrivò per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice. Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle ore 9:00. Rilevai la pressione e lo feci sedere, ben sapendo che sarebbe passata oltre un'ora prima che qualcuno potesse medicarlo. Lo vedevo guardare, continuamente, il suo orologio e decisi, poiché non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della ferita. A un primo esame la ferita sembrava quasi guarita; andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita. Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico, poiché aveva tanta fretta. L'anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie. M’informai della salute della moglie e mi disse che lei era affetta, da molto tempo, dall'Alzheimer. Gli chiesi se la moglie si preoccupasse nel caso facesse un po' tardi. Lui mi rispose che lei non lo riconosceva più già da cinque anni. Fui sorpreso, e chiesi: “E va ancora ogni mattina a trovarla, anche se non sa, chi è lei?”. L'uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla, dicendo: "Lei non sa più chi sono io, ma io so ancora, perfettamente, chi è lei per me”. Il modo di trasmettere l’amore provato può essere diverso, pure la gestualità ma il sentimento no, e ciò che si prova non cessa se è alimentato costantemente. Perché l’amore è come un fuoco, se non lo alimenti si spegne. 

di Fr. Pio Maria della Divina Misericordia (Comunità Mariana Oasi della Pace)

09 Novembre 2012

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