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L'AVVOCATO RISPONDE

Solo le spese urgenti sono rimborsabili dal condominio

La Cassazione torna a pronunciarsi sul tema con la sentenza n. 4330/12

Con la Sentenza n. 4330/12 la Cassazione è tornata a pronunciarsi riguardo una fattispecie abbastanza frequente nelle questioni condominiali, ossia il rimborso delle spese urgenti effettuate dal condomino sulle parti comuni dell'edificio (nel caso "de quo", il lastrico solare) senza essere stato autorizzato dall'amministratore o dall'assemblea condominiale.
Nel far ciò, gli Ermellini hanno ribadito un concetto d'altronde già pacifico sia in dottrina che in giurisprudenza, ossia quello secondo cui si ha diritto al rimborso solo nel caso in cui le spese effettuate dal condomino "virtuoso" siano state "urgenti", ai sensi dell'art. 1134 c.c.
Laddove per spesa urgente, ai fini dell'applicabilità del suddetto articolo, si deve intendere, sempre secondo le parole della Suprema Corte, quella che:
1) sia eseguita senza ritardo (Cass. 26 marzo 2001, n. 4364);
2) la sua erogazione non possa essere differita senza danno o pericolo, secondo il criterio del buon padre di famiglia (Cass. 12 settembre 1980, n. 5256).

Inoltre, per aver diritto al rimborso della spesa affrontata per conservare la cosa comune, il condomino dovrà dimostrarne l'urgenza, ai sensi dell'art. 1134 cod. civ., ossia la necessità di eseguirla senza ritardo, e quindi senza poter avvertire tempestivamente l'amministratore o gli altri condomini (Cass. 4 agosto 1997, n. 7181 richiamata da Cass. 23/6/2001 n. 4364).
Diversamente, il condomino non avrà diritto ad alcun rimborso,
in quanto nella fattispecie "de qua" non opera la disposizione dettata in tema di comunione in generale dell'art. 1110 cod. civ., secondo cui il rimborso delle spese per la conservazione è subordinato solamente alla trascuratezza degli altri comproprietari perchè, mentre nella comunione i beni comuni costituiscono l'utilità finale del diritto dei partecipanti, i quali, se non vogliono chiedere lo scioglimento, possono decidere di provvedere personalmente alla loro conservazione, nel condominio i beni predetti rappresentano utilità strumentali al godimento dei beni individuali, sicchè la legge regolamenta con maggior rigore la possibilità che il singolo possa interferire nella loro amministrazione.
Naturalmente, l'accertamento dell'urgenza, come tutti gli accertamenti dei fatti di causa, compete al giudice di merito, le cui valutazioni al riguardo non sono censurabili con il ricorso per Cassazione, se adeguatamente motivati.

dell'Avv. Marco Valerio Verni

31 Luglio 2012

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