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Sabato 11 febbraio alle ore 18 in sala Farnese

Forme insediative in Sabina tra antichità e Alto Medioevo se ne parla a “Incontri del Sabato”

L’iniziativa fa parte della rassegna culturale organizzata dall’associazione Amici del Museo

POGGIO MIRTETO - A "Incontri del Sabato" si parlerà, questa volta, del territorio della Sabina. Il prossimo convegno previsto per sabato 11 febbraio alle ore 18, infatti, verterà sulle "Forme insediative e l'organizzazione territoriale della Valle del Farfa tra antichità ed Alto Medioevo". In particolare, il relatore della conferenza, l'archeologo specializzato Federico Giletti dell'associazione Apidienus, porterà come esempio la storia del Fondo di Salisano. La provincia di Rieti, infatti, è ricchissima di decine di aree archeologiche individuate ma ancora da portare alla luce. Studiare e analizzare i reperti, i segni di questo lontano passato, è parte essenziale e preziosa di un importante percorso volto alla valorizzazione del territorio provinciale.

IL FUNDUS SALISANUS. Le prime attestazioni di Salisano compaiono nei documenti dell'Abbazia di Farfa tra VIII e IX secolo d.C., in cui è menzionato un Fundus Salisanus indicante la denominazione di una particella terriera di proprietà farfense e corrispondente orientativamente a tutto il colle su cui insiste l'odierno centro storico del paese. La presumibile derivazione del nome Salisano dal gentilizio Salisius e la presenza nell'omonimo fondo di strutture di età romana, ricordate ancora dai documenti farfensi tra IX e XI secolo, indicherebbero per l'età classica sul colle del paese l'esistenza di una villa rustica, insieme di edifici equivalenti nell'antichità alle odierne aziende agricole. In un documento databile al 961 è testimoniata per la prima volta l'esistenza di un castello, proprietà di un certo Adenulfo detto Azo, da intendere come abitato fortificato, a cui sono attribuibili alcuni resti murari rinvenuti lungo via della Circonvallazione, in località Giogo. Sullo stesso colle di Salisano, oltre al castello, risulta attestata tra il X e l'XI secolo anche una rocca detta "dei Baronisci". Tale fortificazione potrebbe essere riconoscibile nei resti murari rinvenuti sulla propaggine settentrionale del colle di Salisano, su un'altura posta ad una quota inferiore rispetto allo stesso. La posizione strategica del sito e il toponimo Castelvecchio sembrerebbero confermare tale ipotesi.

PER INFORMAZIONI. Per ulteriori informazioni sul convegno è possibile contattare il numero telefonico 0765.405203.

di Linda Massari

09 Febbraio 2012

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