FIANO ROMANO - Spostamento del mercato settimanale: i commercianti protestano e presentano una petizione al sindaco e all'assessore alle Attività Produttive. Mercoledì mattina, giorno di mercato, lungo via Togliatti e tra i banchi sono stati esposti cartelli di protesta con scritto: "Gli esperimenti sul mercato non si fanno mettendo a repentaglio il lavoro degli operatori". I commercianti lamentano la "non concertazione" della nuova ubicazione e gli "atteggiamenti irrazionali" che non hanno portato al confronto tra i diretti interessati. La Giunta comunale, infatti, con delibera n°32261 del 27 dicembre scorso, ha deciso lo spostamento del mercato in piazza dei Caduti di Nassirya e nel primo tratto di via Togliatti: gli operatori denunciano di non essere neanche stati avvisati della pubblicazione di questa delibera, né loro né le organizzazioni sindacali che li rappresentano. I commercianti, inoltre, legge alla mano, hanno denunciato che lo spostamento del mercato doveva essere fatto con una delibera del consiglio comunale e non della sola Giunta. Nella petizione, inoltre, si denuncia che la scelta dello spostamento non consentirà il parcheggio per gli avventori né il posteggio degli operatori stessi, che si sono visti ridurre gli spazi a disposizione rispetto a quelli attuali. Infine nello scritto firmato, i commercianti lamentano che la piazza non è adeguata alle norme igienico sanitarie richieste dal Ministero della Salute e alle quali l'amministrazione avrebbe dovuto attenersi nella scelta della nuova area.
LA PETIZIONE. Nella petizione, protocollata il 25 gennaio scorso e firmata da tutti gli operatori del mercato, l'Associazione Commercianti Comprensorio Tevere Nord scrive: "il sindaco senza un rapporto di reciproco rispetto ha voluto sparigliare immotivatamente, con questo deprecabile comportamento, uscendo da una concertazione, dal confronto, con esplicito scontro creando ulteriori tensioni. (...) Siamo convinti che la politica, quella seria, è una costruzione di una comunità che deve necessariamente vivere in pace integrando tutti i suoi membri. (...) Non comprendiamo questi atteggiamenti irrazionali - scrivono nella petizione i commercianti - è stata disattesa l'esigenza di trasparenza e partecipazione...ci eravamo illusi che alle scelte di carattere generale avrebbero partecipato anche i diretti interessati, organizzati in un comitato, che era stato formalizzato proprio per contribuire a trovare soluzioni condivise. Addirittura non si era neanche a conoscenza di questa delibera, contravvenendo alle disposizioni legislative vigenti che impongono la consultazione delle organizzazioni sindacali rappresentative degli operatori del mercato. Ancora una volta la "casta degli eletti" ha ribadito la volontà di non ammettere nel suo vagone viaggiatori scomodi, come scomodo è il ceto produttivo. Siamo inquieti e turbati, esprimiamo rammarico per questo atteggiamento senza rapporto di reciproco rispetto. Ritengo fondamentale, - dice nella petizione il presidente dell'Associazione Commercianti Comprensorio Tevere Nord - quando si assumono decisioni che incidono in modo determinante sull'attività commerciale del nostro comune, che la concertazione sia il modo più democratico per confrontarsi con le categorie interessate che vivono in prima linea le esigenze del settore. Riguardo al trasferimento temporaneo, conosciamo ormai da anni di esperienza che da parte dell'amministrazione comunale la temporaneità è una forma di eufemismo, e pensiamo che la sperimentazione sia meglio lasciarla per scopi scientifici".
I COMMERCIANTI RIBADISCONO. "Sotto l'aspetto legislativo - continua la petizione - è necessario rilevare che la Regione Lazio (art. 28 D. Lgs. 114/1998) ha dettato ai comuni di provvedere a stabilire con apposita delibera consiliare che rientra esclusivamente nelle competenze di consiglio comunale e non di Giunta. Nella normativa vigente non è previsto uno spostamento del mercato in "via temporanea e sperimentale"".
IL "NO" SULL'AREA SCELTA. "L'area prescelta - continua la petizione - non risulta conforme a quanto stabilito dai criteri per l'individuazione delle aree destinate a mercato: "i comuni non possono ubicare i nuovi mercati scoperti, oltre che su aree destinate a servizi pubblici, anche su altre aree purché non interessate alla viabilità, da parcheggi destinati ad impianti con utilizzazione contemporanea allo svolgimento dell'attività del mercato o da sistemazione di verde pubblico, che possono essere compromesse dalla presenza del mercato stesso". La denuncia sull'irregolarità dell'area prescelta è inserita nella motivazione posta a giustificare un'azione insensata come quella che con tanta arroganza si vuole mettere in atto: piazza Nassirya non ha le caratteristiche e le conformità necessarie per ubicare il mercato (deliberazione regionale n°139 del 19 febbraio 2003). In questo caso verrà tra l'altro occupata l'unica area di parcheggio adiacente al mercato. Tra l'altro la legge vigente dice chiaramente che per lo spostamento di un mercato pari o superiore ai 2500 mq occorre la decisione di una apposita Conferenza di Servizi indetta dal comune. Cosa che non è stata fatta. I provvedimenti comunali per lo spostamento devono contenere l'indicazione della tipologia, l'individuazione dell'area, il numero di posteggi e i criteri per la loro assegnazione. Il posteggio in sostituzione deve essere equivalente e non può avere una superficie inferiore; deve essere localizzato in conformità con le scelte dell'operatore". Nella petizione i commercianti lamentano ancora che "piazza Nassirya non è adeguata alle norme igienico sanitarie richieste dal Ministero della Salute".
CONCLUSIONI. I commercianti hanno concluso la petizione con l'auspicio che il sindaco "riapra un dialogo di concertazione tra le parti e che con buonsenso risolva la situazione, salvaguardando un comparto che da anni funziona e assicura ai consumatori e alle attività fisse che gravitano intorno ottimi livelli di funzionalità e di servizio. Un comparto che non deve essere messo a repentaglio più di quanto lo scenario attuale di recessione dei consumi sta compromettendo".
dell'inviata Gioia Maria Tozzi
26 Gennaio 2012
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