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La protesta arriva in Regione Lazio

Occupata l'aula del consiglio regionale per dire "No alla discarica di Riano"

La decisione dopo che la Giunta Polverini aveva bocciato le mozioni contro il piano rifiuti

Gli occupanti dell'aula Mechelli (Foto di Ilaria Misantoni)

ROMA -  Sono circa una quarantina i cittadini, sostenuti dai consiglieri regionali di minoranza, che hanno deciso di occupare l’Aula Mechelli della Regione Lazio, per protestare contro il piano rifiuti della Giunta Polverini. La seduta straordinaria prevista per oggi ha bocciato tutte le mozioni presentate a sfavore dell’individuazione dei siti di Quadro Alto e Corcolle per le discariche, tra le quali quella che verrà realizzata a Riano. 

L’OCCUPAZIONE. La decisione di occupare l'aula è arrivata dopo una giornata convulsa, tra dibattiti in Consiglio, e una manifestazione che dal mattino si è protratta per tutto il pomeriggio. “Non ce ne andremo finchè non verremo ricevuti dalla Polverini o dall’assessore Di Paolo” è quanto affermano gli occupanti. All’interno dell’aula con loro il rappresentante del Comitato Rifiuti Zero Lazio Andrea Cavora, che ha cercato di fare il punto sulla giornata, aiutato dai consiglieri che avevano richiesto la seduta straordinaria che si era appena conclusa. Angelo Bonelli dei Verdi ha invitato i presenti a continuare la battaglia per la proposta di iniziativa popolare presentata nei mesi scorsi, ma ha avvertito che “non ferma il piano rifiuti” e ha aggiunto che bisognerà continuare la lotta per gradi, da una parte con l’azione legale, impugnando al Tar la nomina del commissario e poi con la mobilitazione sui territori con presidi da mettere in atto al momento giusto.

LA DELUSIONE DI RIANO. Dentro l’aula occupata ci sono anche alcuni consiglieri comunali di Riano. “Il tentativo politico, per risolvere la questione è stato fatto. Siamo molto rattristati della mancanza di un confronto”. Ilaria Donato è scura in volto, e visibilmente provata da una giornata lunga, annuncia “Sabato organizzeremo un’altra manifestazione a Riano e continueremo su questa linea". Cristina Venti aggiunge “La situazione è disastrosa” e cita la Costituzione e il diritto alla salute “questo piano è tecnicamente inapplicabile. Ci sono case a meno di cento metri, una scuola a poco più di un chilometro”. E’ preoccupata anche dei posti di lavoro che verranno persi, “li abbiamo stimati in almeno 150, tra le cave, il ristorante e le altre piccole imprese che sarebbero a rischio. Ci chiediamo se la Polverini si occuperà di loro”. Anche lei annuncia iniziative clamorose “Ad ogni manifestazione saremo davanti ai cittadini”.

dell'inviata Ilaria Misantoni

19 Ottobre 2011

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