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SPAZIO NATURA

I gruccioni: un tocco di esotico nelle nostre campagne

Arrivano nel mese di maggio e dopo aver svezzato la prole, ripartono tra la fine di agosto e l'inizio di settembre

Il Gruccione; nome scientifico: Merops apiaster (Foto: Romano Paggetti)

Sono ormai alcuni mesi che volano nei nostri cieli riempiendo l'aria con il loro cinguettio inconfondibile. Non  so quanti di voi li abbiano notati, ma per noi appassionati della natura è un vero spettacolo osservarli. Sono i gruccioni (nome scientifico: Merops apiaster), uccelli di straordinaria bellezza che per via del loro piumaggio molto variopinto, danno un tocco di esotico nelle nostre campagne.

I GRUCCIONI. Come le rondini ed altri uccelli migratori, vengono dalle lontane terre africane per giungere nel nostro continente a compiere la loro missione: cioè quella di riprodursi. Arrivano nel mese di maggio e dopo aver svezzato la prole, ripartono tra la fine di agosto e l'inizio di settembre. Appena arrivati si riuniscono in colonie e cercano un posto adatto per nidificare, sempre in luoghi soleggiati e con scarsa vegetazione; di solito si tratta di pareti di arenaria o pareti di cave abbandonate e a volte anche sul suolo, preferibilmente scosceso.

IL LORO NIDO. Una volta formatesi le coppie inizia la costruzione del nido, che è caratterizzato da un lungo cunicolo (che può superare anche i due metri) scavato nel terreno con il becco e le zampe, che termina con una camera più larga che permette all'uccello adulto di potersi girare e dove poi verranno deposte e incubate le uova.

COSA AMANO. Amano posarsi sui rami rinsecchiti degli alberi o su quelli con poco fogliame, in modo che possano controllare tutto quello che succede intorno a loro e sorvegliare i nidi da eventuali predatori.

DI COSA SI NUTRONO. Questi uccelli si cibano essenzialmente di insetti volanti che inseguono e catturano in volo, anche con mille acrobazie. E' uno spettacolo meraviglioso osservarli mentre si gettano velocissimi dietro le prede, che per quanto provino a scappare difficilmente sfuggono alla loro presa. Le prede sono in prevalenza vespe e api, da cui deriva anche il nome, ma anche bombi, calabroni, cicale, farfalle, libellule, mosche e altri. Gli insetti velenosi prima di ingoiarli o prima di essere portati ai piccoli, vengono sbattuti ripetutamente con il becco sopra un ramo per ucciderli.

I PICCOLI DI GRUCCIONE. I gruccioni depongono di norma dalle quattro alle otto uova di colore bianco che vengono covate per circa venti giorni sia dal maschio che dalla femmina. Dopo la schiusa inizia un "via vai" continuo di entrambi i genitori per trasportare gli insetti e imboccare la prole. I piccoli vengono alimentati nel nido per circa un mese e mano a mano che crescono vanno a ricevere il cibo all'ingresso del cunicolo: in questo modo l'uccellino più attivo verrà alimentato maggiormente e volerà via per primo, e così in pochi giorni, uno alla volta anche gli altri. Terminato lo svezzamento voleranno tutti insieme nei nostri cieli ancora per un altro mese, mangiando il più possibile prima di intraprendere il lungo viaggio di ritorno.

21 Agosto 2009

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