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EDITORIALE

“Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro”…grazie Karol!

In ricordo di un grande uomo: Giovanni Paolo II, il Papa del perdono, della pace e dell’amore

Sei anni senza il nostro Karol Wojtyla, sei anni riempiti dalle sue parole e opere...troppe per dimenticarle, troppo disinteressate per non ricordarle, troppo emozionanti per non sentirle vive. 
Il 2 aprile del 2005, infatti, moriva Giovanni Paolo II, il Papa che in tutto il suo Pontificato ha lavorato per tutti, cristiani e non, credenti e non credenti, uomini e donne di altre religioni, per "spalancare le porte del cuore a Cristo".
E' stato il Papa del perdono, della pace, dell'amore.
E' arrivato dove tanti non riescono: è stato grande nella sua semplicità, forte e coraggioso senza usare la violenza, ha preso posizioni forti con la dolcezza, ha riunito i più grandi e i più piccoli...tutto questo sempre nel nome di Dio.
Ha camminato tanto per tutto il mondo attraverso numerosi viaggi nelle città di tutto il globo. Ogni volta è stato accolto da bagni di folla incontenibili, entusiasti.
Ha usato il suo mantello per abbracciare gli uomini e le donne: li ha guardati come il suo prossimo, ha scorto in loro il volto dell'Onnipotente.  
Chi lo ha conosciuto può testimoniare che la cosa che più colpiva di Giovanni Paolo II erano i suoi occhi: guardava tutti senza distrazioni, ognuno per lui era importante, unico. Una cosa assai rara oggi quella di essere "guardati" per quello che si è e non per quello che facciamo o per la maschera che portiamo.
E' stato uno strumento di Cristo nel mondo: ha piegato le ginocchia più dure anche all'interno della Chiesa dove stravolgeva i protocolli sempre per il bene di tutti.
Era un uomo prima che un Papa: ha vissuto la sofferenza della guerra e del Comunismo, che non è certo la sinistra che siamo abituati a vivere in Italia; in Polonia a quei tempi, infatti, possedere un santino in tasca significava la prigione. Ha vissuto la sua giovinezza nella ristrettezza di non poter esprimere la liberà di pensiero, cosa che noi abbiamo garantita nella nostra Costituzione.
In questo contesto storico la sua vocazione sacerdotale poteva rappresentare un pericolo di vita: visse da clandestino, infatti, sia il seminario che i suoi voti finali. Amava portare i giovani a Cristo e lo faceva attraverso lo sport, la natura, la gioia di vivere i momenti semplici insieme. Ha riproposto tutto questo da Pontefice, con le Giornate Mondiali della Gioventù che non sto neanche a spiegarvi quanti giovani hanno radunato e continuano a radunare.
Era un romantico: pochi conoscono la bellezza delle sue poesie, oppure la passione dei copioni teatrali che lui scrisse.
Ha valorizzato la donna nella Chiesa, ci ha fatto conoscere e amare immensamente la "Donna di Nazareth", la madre di Dio. Nelle sue foto, ufficiali e non, Giovanni Paolo II aveva sempre il rosario in mano: era la sua "arma letale" contro il male, l'unica preghiera capace di cambiare il modo vuoto e insensato di un'umanità che va solo di fretta.
Io non ho mai avuto difficoltà a credere, ma Giovanni Paolo II mi ha fatto capire quanto Dio mi ami come persona, singola e unica; con il suo esempio mi ha fatto comprendere che un uomo da solo può tutto se ha Dio vicino a sé.
L'ho sempre sentito vicino nel suo modo di essere distratto ma presente, nei suoi capelli arruffati dal vento, nelle sue decisioni dure e coraggiose, nel suo essere contro la guerra e la morte che di certo non vengono da Dio. 
Quando si parla del "Papa" è a lui che tutti pensiamo, anche chi non crede o dice di non credere lo ha stimato e lo ricorda.
Domenica 1 maggio a Roma questo Papa sarà beatificato: un primo passo verso il "Santo Subito" che la gente ha chiesto immediatamente dopo la sua morte. L'attuale Pontefice Benedetto XVI ci ha fatto il dono di ascoltare questa richiesta e in tempi rapidi la Chiesa si è messa in movimento per darci un santo che tutti noi sentiamo e preghiamo già come tale da sei anni. 
Sarà di certo un evento storico, una proclamazione più che meritata.
Il quotidiano on line TevereNotizie, certo di fare cosa gradita ai suoi lettori, ha voluto ricordare con queste poche righe questo grande Papa, che prima di tutto è stato un grande uomo, uno strumento di Dio. 
Ci ha insegnato ad avere coraggio, a sorridere con il cuore, a vivere la nostra vita nella speranza di un Dio che ci ama sempre e nonostante tutti i nostri difetti ed errori: merita tanto...Grazie Karol!

di Gioia Maria Tozzi

30 Aprile 2011

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