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L'INTERVISTA

Il Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, ausiliario delle Forze Armate, in prima linea nelle situazioni d'emergenza

Parla il tenente colonnello Claudio De Felici

Consegna di aiuti umanitari in Iraq

In questi giorni continua a tenere banco la grave emergenza umanitaria, causata dalla situazione nordafricana, cui il nostro Paese è chiamato, gioco-forza, a rispondere in prima linea. Continuano numerosi gli sbarchi di profughi (clandestini, è bene dirlo, per la maggior parte, ma anche rifugiati) sull'isola di Lampedusa, da cui poi questi ultimi vengono prontamente, nei limiti delle possibilità organizzative e strutturali, inviati in altri centri di smistamento appositamente approntati nel resto della penisola. Di qui, alcuni, muniti di permesso, provano la via d'oltralpe, con alterna fortuna. Con la Francia che, dal canto suo, minaccia la sospensione del Trattato di Schengen, salvo poi fare marcia indietro.
Una situazione geo-politica ingarbugliata, senza dubbio, che ha causato tante critiche nei confronti dell'Italia, incapace, a dire di alcuni osservatori, anche stranieri, di fronteggiare con dovizia tale emergenza.
Beh, sfido qualsiasi altro Paese a fare ciò che ha fatto l'Italia: dare assistenza sanitaria e umanitaria tout court a migliaia di persone che, in maniera ininterrotta, hanno "invaso" una piccola isola, di certo abituata alla "cultura dell'ospitalità", ma altrettanto di certo non preparata a fenomeni di tal dimensione.
Eccellente, quindi, dovrebbe essere il giudizio nei confronti degli enti e delle organizzazioni, statali e non, che a vario titolo si sono e si stanno impegnando in tale frangente: tra di esse, vi è il Corpo Militare della Croce Rossa Italiana (impiegato sul posto attraverso un "Nucleo Sanitario" che annovera ben 23 operatori sanitari).
Un Corpo di tradizione centenaria che spesso viene dispiegato nei teatri operativi più disparati, dal conflitto bellico alla calamità naturale, e con i compiti più diversi (dall'assistenza sanitaria nelle emergenze di massa, allo sgombero, alla cura dei feriti e malati di guerra, all'organizzazione ed all'esecuzione della difesa sanitaria antiaerea, al disimpegno del servizio prigionieri di guerra, secondo le convenzioni Internazionali di Ginevra, alla divulgazione ed alla consulenza militare circa il Diritto Umanitario Internazionale) ma di cui poche volte si sente parlare.
Chi rischia la vita e si sacrifica per gli altri, è difficile che lo faccia per apparire. Si è sempre pronti, da parte di tanti, a stigmatizzare il marcio che c'è nel nostro Paese, ma quasi mai si è altrettanto puntuali nel mettere in luce le eccellenze. E l'Italia ne ha diverse.
Ebbene, per conoscere un po' più da vicino le origini di questo Corpo e le sue funzioni, ho intervistato il Tenente Colonnello Claudio De Felici, attuale Referente per la Comunicazione:

Colonnello, come nasce il Corpo Militare Speciale della Croce Rossa Italiana? Sotto quale egida si trova ad operare?
"La Croce Rossa Italiana, in virtù delle convenzioni internazionali ed in forza delle leggi nazionali, dispone tra le sue componenti di un Corpo Militare, ausiliario delle Forze Armate, per l'assolvimento dei compiti di emergenza del tempo di pace e di guerra. Il Corpo trae origine dalla disposizione emanata dal Ministro della Guerra il 1° giugno 1866, con la quale il personale delle squadriglie di soccorso, prime formazioni sanitarie emanate dal Comitato Milanese per il soccorso ai malati e feriti in guerra, poi trasformatosi in Croce Rossa Italiana, veniva assoggettato alla disciplina militare con adozione dell'uniforme ed equiparazione gerarchica ai gradi dell'Esercito".

Come è strutturato, attualmente, il Corpo Militare che Lei rappresenta?
Attualmente il Corpo Militare Cri è organizzato territorialmente in un Ispettorato Nazionale che ha sede a Roma, in Centri di Mobilitazione presenti nei principali capoluoghi di regione, in Nuclei Arruolamenti e Attività Promozionali (N.A.A.Pro.) a livello locale, in basi operative e centri polifunzionali. E' composto da un contingente di personale in servizio e da personale in congedo, arruolato su base volontaria e altamente specializzato: medici, psicologi, chimici-farmacisti, commissari, contabili, infermieri e soccorritori. Nei propri ruoli in congedo conta oggi circa 19.000 iscritti, che vengono richiamati periodicamente per addestramento".  

Che ruolo sono chiamati a ricoprire i militari della Croce Rossa?
"Il Corpo Militare in situazioni di emergenza nazionale ed internazionale gestisce ospedali da campo, presidi medici avanzati, nuclei sanitari e logistici mobili, nuclei di decontaminazione e bonifica NBCR (in difesa da attacchi nucleari, biologici, chimici e radiologici). Collabora con la Protezione Civile dando con la propria esperienza un supporto immediato e concreto in ogni operazione per la quale viene chiamato. Dalle calamità naturali ai grandi eventi, l'ormai antica esperienza sul campo del Corpo Militare, unita alla grande capacità organizzativa del Dipartimento, ha sempre dato l'impronta di una macchina dell'emergenza ben collaudata e capace di portare i primi soccorsi umanitari e sociali. Il Corpo ha fornito il proprio concorso nei principali eventi sportivi, nei Giochi Olimpici, nelle competizioni nazionali ed internazionali che hanno avuto corso in Italia dando un continuo supporto sanitario e logistico durante lo svolgimento delle gare. Nell'assolvere al compito di ausiliarietà alle Forze Armate, opera nel rispetto dei principi umanitari dettati dalle Convenzioni di Ginevra. Negli ultimi anni è stato sempre più significativamente impegnato in operazioni "fuori area". Nel 1997 in Bosnia, a supporto del Reggimento Genio Ferrovieri, nell'ambito del contingente SFOR. Nel 1999 in Albania, a sostegno dell'Operazione Arcobaleno. Dal 1999 al 2003 in Kosovo, per la realizzazione di un progetto bilaterale con il Comitato Internazionale di Croce Rossa ed a sostegno del contingente italiano inserito nella KFOR. Dal 1999 al 2005 in Eritrea, nell'ambito della Missione ONU per l'Eritrea e l'Etiopia (UNMEE). Dal 2003 al 2006 in Iraq, a Bagdad, per interventi umanitari richiesti dal Ministero degli Affari Esteri, con personale medico ed infermieristico, prima presso l'ospedale attendato e successivamente presso la struttura del "Medical City Center". Nello stesso periodo sempre in Iraq, a Nassiriya, inserito nel contingente militare italiano nel contesto dell'Operazione "Antica Babilonia". Dal 2004 al 2005 nello Sri Lanka, per prestare soccorso alle popolazioni colpite dallo tsunami. Nel 2005 in Pakistan, a sostegno del Dipartimento della Protezione Civile per le popolazioni colpite dal terremoto. Dal 1999 a tutt'oggi negli Emirati Arabi Uniti, ad Abu Dhabi, a sostegno delle missioni Enduring Freedom ed ISAF. Dal 2008 è inserito nel contingente militare italiano nel contesto della missione ISAF, tutt'ora in corso in Afghanistan". 

Da quanto detto, emergono subito due evidenze: la prima, riguarda l'alta professionalità che deve necessariamente contraddistinguere i componenti del Corpo; la seconda, diretta conseguenza, o forse, necessario presupposto, inerente l'obbligo, inevitabile, di tenersi sempre in continuo aggiornamento ed addestramento, per mantenere sempre alti gli standard operativi che, da ogni parte, sono riconosciuti alla Croce Rossa Militare Italiana. 
"La formazione e valorizzazione del personale volontario in congedo è uno dei principali obiettivi del Corpo. A tal fine vengono tenuti corsi di aggiornamento professionale sia per il personale sanitario sia per quello che si occupa di logistica. L'evento annuale più significativo fra le attività didattico-formative del Corpo Militare Cri può essere considerato il convegno nazionale degli Ufficiali medici, giunto quest'anno alla dodicesima edizione e i cui temi trattati hanno riguardato la medicina e chirurgia d'urgenza nelle catastrofi naturali e tecnologiche, la gestione delle emergenze, la medicina legale nelle operazioni di soccorso, la psicologia dell'emergenza. Al convegno partecipano ogni anno professionisti provenienti da tutta Italia, tra cui personale militare in servizio ed in congedo di Croce Rossa e delle altre componenti, Ufficiali medici delle Forze Armate, Infermiere Volontarie Cri, rappresentanti dei più diversi profili sanitari della società civile: docenti universitari, primari ospedalieri, specialisti, psicologi, biologi, infermieri professionali, tecnici di laboratorio e di radiologia".  

Grazie.
"A Lei".

Nell'accomiatarmi dal comandante De Felici, non posso non notare lo sguardo fiero di chi è conscio di far parte di un grande e valoroso Corpo Militare che, in tutto il mondo, attraverso il sacrifico e l'abnegazione dei suoi uomini, porta alto il nome della Nostra Patria.

Avv. Marco Valerio Verni

25 Aprile 2011

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