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Grande commozione delle autorita' presenti in sala

Gli uomini e le donne del Risorgimento ricordati nella conferenza dell'Anc

Il sindaco Splendori ha ringraziato l'Associazione Nazionale Carabinieri per i suoi 10 anni di attivitą

Un'immagine della conferenza di sabato scorso organizzata dalla sezione di Fiano Romano dell'Associazione Nazionale Carabinieri (Foto: Stefano Papalia)

FIANO ROMANO - L'Associazione Nazionale Carabinieri di Fiano Romano, attraverso l'organizzazione di una conferenza che si è svolta sabato scorso nel Castello Ducale, ha rievocato le gesta di uomini e donne, più o meno leggendari, che contribuirono a "fare l'impresa": rendere la penisola italica, da sempre terra di conquista, una sola, unica, grande Nazione. L'iniziativa ha visto una grandissima partecipazione tra autorità religiose, istituzionali, civili e militari ed è stata piacevolmente introdotta dalle note della banda musicale.

I SALUTI DEL PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE. Gaetano Improda, presidente della sezione di Fiano Romano dell'Associazione Nazionale Carabinieri, ha salutato tutti i presenti e ha introdotto gli ospiti: "Un saluto, anzitutto, alle autorità civili, religiose e militari, nonché ai rappresentanti delle istituzioni e della politica - ha detto il presidente Improda - e uno speciale ringraziamento all'amministrazione comunale, la cui disponibilità ha permesso la realizzazione dell'evento. Abbiamo voluto dare il nostro apporto ai festeggiamenti di questi 150 anni perché riteniamo che i valori in cui affondano le radici della nostra Nazione, siano gli stessi cui da sempre si ispirano i carabinieri: patria, Stato e tricolore. Mai come oggi - conclude - rinnovare quegli elementi unificanti può essere prezioso per riaccendere la coesione tra gli italiani".

I RINGRAZIAMENTI DEL GENERALE LUIGI MAGLIULO. L'iniziativa di carattere socio-culturale è stata presieduta dal Generale di Divisione Luigi Magliuolo, ispettore regionale per il Lazio dell'Associazione Nazionale Carabinieri, che si è detto onorato di essere stato invitato: "Stare qui a presiedere un'iniziativa di questo valore è un piacere immenso - ha detto il Generale Magliulo - poter parlare e ricordare le gesta di uomini che diedero la vita per l'Italia e poter mettere tra loro anche i carabinieri, è un'emozione che non si può spiegare".

I SALUTI DEL SINDACO: SPLENDORI RINGRAZIA L'ANC PER IL LAVORO SVOLTO IN QUESTI 10 ANNI. I primi saluti e ringraziamenti sono arrivati dal sindaco uscente Tarquinio Splendori: "Questa è una delle ultime occasioni pubbliche in cui avrò modo di ringraziare l'Anc per il suo operato in questi 10 anni - ha detto il sindaco Splendori - quindi è con viva emozione e grande convinzione che dico grazie al presidente Improda e a tutti i carabinieri in pensione e non, per l'ottimo lavoro svolto quotidianamente durante gli anni in cui ho avuto l'onore di amministrare questo bellissimo paese".

L'INTRODUZIONE DELL'AVVOCATO ALBERTO IMPRODA, ASSOCIATO AMI. L'avvocato Alberto Improda, associato Ami, l'Associazione Mazziniana Italiana, ha poi fatto una carrellata veloce sulle gesta e sui nomi dei protagonisti del Risorgimento: "Voglio raccontarvi la storia incredibile di un uomo incredibile e semi sconosciuto, il Conte Carlo Camillo di Rudio. Un nobile che ha combattuto per l'Italia unita; che ha partecipato all'attentato contro Napoleone; che è stato arrestato; che è evaso e fuggito in America, dove ha combattuto a fianco del Generale Caster e che è stato uno dei pochi sopravvissuti alla famosa battaglia contro gli indiani; che ha poi comandato nel primo esercito con persone di colore e che è tornato in Italia come parlamentare, per morire nei mari tempestosi in un'età molto avanzata. Ritengo doveroso aggiungere - conclude Alberto Improda - che i primi carabinieri erano un corpo d'elite riservato ai benestanti, colti e raffinati, ma che nel corso del tempo questo corpo ha aperto le porte a tutti e da lì sono venuti nati eroi come Salvo D'Acquisto o il Generale Dalla Chiesa".

PARLA LA DOTTORESSA EMANUELA SANSONI ASSOCIATA ASC. Emanuela Sansoni dell'Associazione di Storia Contemporanea ha parlato della grandezza della Repubblica Romana: "Si tratta di un periodo breve, ma importantissimo della nostra storia. La Repubblica Romana nasceva il 9 febbraio del 1849 a seguito di una rivolta liberale che, nei territori dello Stato Pontificio, estrometteva Papa Pio IX e lo costringeva alla fuga. È durata soltanto 5 mesi - aggiunge la dottoressa Sansoni - perché già il 4 luglio, a causa dell'intervento di Napoleone III, è stata cancellata. In quei quel periodo si è visto lo svilupparsi di una serie di idee liberali e culturali, che sarebbero poi diventate la base per la lotta. Mazzini era uno dei triumviri a capo di questa repubblica e personaggi come Garibaldi o Mameli vivevano lì e si scambiavano ideali. Se la storia le avesse concesso più tempo, - conclude - l'Italia oggi sarebbe un'altra cosa". 

IL RUOLO DELLE DONNE: LE CONCLUSIONI DELLA PROFESSORESSA ANNA MARIA ISASTIA. La professoressa Anna Maria Isastia, titolare della cattedra di Storia Contemporanea all'Università di Roma La Sapienza, ha parlato del ruolo fondamentale delle donne all'interno delle vicende risorgimentali. "Le donne erano pari all'uomo durante il Risorgimento. Le donne - prosegue la Isastia - si occupavano di tutto ciò che riguardava la sanità, gli ospedali, curavano i feriti e curavano gli affari economico-sociali degli uomini, mentre questi erano in giro a combattere o a pianificare. Ma non solo, le donne erano esse stesse combattenti senza paure. Inoltre finanziavano le imprese degli uomini con entusiasmo e generosità, come Cristina Di Belgioioso, una nobildonna milanese. La vera novità di questo periodo è proprio il ruolo da protagonista assunto dalle donne ed oggi, a distanza di 150 anni, questo ruolo sta tornando di moda. E sono contenta e fiera - conclude la professoressa - di essere qui a poterlo dire, a poter sottolineare le imprese delle donne nella storia del nostro Paese". Un particolare riferimento lo fa alla vita lunga e straordinaria di Sara Nathan Levi, detta Sarina, donna di fiducia di Mazzini, considerata da molti la sua erede e, allo stesso tempo, donna generosa con i bisognosi, sensibile alla cultura e con il pallino per gli affari.

dell'inviato Stefano Papalia

19 Aprile 2011

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