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EDITORIALE

La Corte di Strasburgo respinge il ricorso della famiglia del manifestante ucciso durante gli scontri del G8 di Genova del 2001

Il carabiniere che esplose i colpi, agė per legittima difesa

Il 24 marzo scorso la Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo si è pronunciata sul ricorso n°. 23458/02, riguardante la morte di Carlo Giuliani, avvenuta durante gli scontri del G8 di Genova, nel Luglio del 2001, tra alcune frange violente di manifestanti e le Forze dell'Ordine.

I giudici europei, confermando quanto già sentenziato nel giudizio camerale di prima istanza del 25 Agosto 2009,  hanno respinto "in toto" le doglianze avanzate dai ricorrenti, nella fattispecie i genitori del ragazzo e la sorella, affermando che il carabiniere che sparò il colpo letale agì, sostanzialmente, in stato di legittima difesa, essendo la sua vita, e quella dei suoi colleghi, oggettivamente in pericolo nel frangente in cui decise di servirsi della pistola di ordinanza ("he had acted in the honest belief that his own life and physical integrity and those of his colleagues were in danger from the attack to which they were being subjected").

La Corte, in particolare, nella parte motiva della sentenza, si sofferma con dovizia sulla natura violenta degli attacchi da parte dei manifestanti e su come, nel caso di specie, alcuni di essi, armati di "piedi di porco, picconi, sassi ed altri corpi contundenti" avessero circondato, assalendola, una jeep dei Carabinieri ("One of the vehicles, with three carabinieri on board, remained hemmed in on Piazza Alimonda. It was surrounded and violently attacked by a group of demonstrators, some of them armed with crowbars, pickaxes, stones and other blunt instruments"): su di essa, tre militari. Uno di questi, ferito, impugnando la pistola, e dopo aver proceduto agli avvertimenti di rito, non potè far altro che sparare due colpi fuori del veicolo. Fatalità volle che uno dei due colpi raggiunse al volto di Carlo Giuliani, che in quel momento, oltre ad indossare un passamontagna, stava partecipando attivamente all'attacco ("One of the carabinieri, who had been injured, drew his firearm and, after giving a warning, fired two shots outside the vehicle. Carlo Giuliani, who was wearing a balaclava and was playing an active part in the attack, was fatally wounded by a bullet to the face").

Alla luce di ciò, nessuna responsabilità, dunque, è stata ravvisata da parte dei Supremi Giudici Europei, per il carabiniere in questione, né per l'altro che, alla guida della stessa jeep, nel disperato tentativo di disimpegnarsi dall'accerchiamento, aveva involontariamente investito il corpo, ormai senza vita, dello stesso Giuliani.

Avv. Marco Valerio Verni

13 Aprile 2011

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