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L'INTERVISTA

Violenza contro le donne: il coraggio di chi combatte in prima linea

Parla Barbara Cerusico, presidente dell'associazione Donne Per La Sicurezza Onlus

Le cronache quotidiane raccontano con frequenza di violenze nei confronti delle donne: liti coniugali, ex mariti o fidanzati che perseguitano le loro partner di un tempo, maniaci che violentano ragazze la cui unica colpa è quella di girare sole nei parchi o nelle strade (a volte non necessariamente di periferia). Addirittura, pervertiti che usano violenza a persone anziane (è di questi ultimi giorni, infatti, il triste fatto accaduto contro una povera anziana di 91 anni). Per non parlare delle violenze sulle bambine, anche se questo, ahimè, è altro fenomeno ancora, diverso, aberrante, che merita un discorso a parte.
Certo, ci sono anche le violenze delle donne sugli uomini, che molto spesso rimangono nascoste tra le mura di casa: violenze fisiche (ebbene sì), psicologiche, fatte di sottili ricatti (tipiche, quelle perpetrate dalle donne separate che usano i figli come arma nei confronti dei padri).
E ci sono, anche, le finte violenze: ne abbiamo avuto un esempio eclatante nei giorni scorsi, nella Capitale, dove una turista spagnola ha denunciato una violenza sessuale ad opera di due uomini, che poi, in realtà, si è scoperta essere stata inventata di sana pianta. Così come quelle letteralmente inventate da alcune donne che, in sede di separazione, affermano di essere state oggetto di violenza da parte del compagno-marito, per porre quest'ultimo in cattiva luce di fronte al giudice chiamato a decidere sull'affidamento dei figli.
La violenza tra uomini e donne, insomma, non è fenomeno unilaterale; ma certamente quella commessa nei confronti di queste ultime è quella che suscita il maggior allarme sociale, sia per numero che, probabilmente, per gravità del modo con cui viene perpetrata.
Ed è una violenza odiosa, da combattere con tutte le forze. Una violenza che può portare strascichi psicologici per tutta una vita. Una violenza con la quale, molte volte, si convive nel silenzio, o per la paura di raccontare la propria sofferenza, o perché, pur volendolo fare, non si sa con chi farlo.
Per timore di non essere ascoltate, capite; e per paura di possibili ritorsioni e vendette da parte di colui, o coloro, che hanno dimostrato di essere tutto tranne che degli uomini.
Ecco allora che un valido supporto, psicologico, legale, ma prima di tutto umano, può essere offerto dalle tante associazioni cui danno vita privati cittadini, donne, ma anche uomini, che decidono di aiutare chi soffre, mettendo a servizio di quest'ultimo il proprio impegno e, spesso e volentieri, la propria stessa professionalità.
Una di queste associazioni è quella chiamata "Donne Per La Sicurezza Onlus", presieduta dalla signora Barbara Cerusico che, da lunghi anni impegnata nel sociale, ha deciso di mettere la sua profonda sensibilità e la sua esperienza di sapiente organizzatrice al servizio di quelle donne che, vittime di violenze, cercano un braccio cui aggrapparsi.

L'INTERVISTA 
Signora Cerusico, perché nasce l'associazione da Lei presieduta?
"Era il 14 febbraio 2009, il giorno di San Valentino, la giornata degli innamorati! Mi trovavo ad una riunione a Pomezia, quando intorno alle ore 18,30 ricevetti la telefonata concitata di una mia conoscente che mi informava che nella zona della Caffarella (quartiere in cui vivo), a Roma, una quattordicenne era stata stuprata da due cittadini stranieri. Lasciai la riunione e, con il cuore in gola, mi precipitai a Roma. Era fortissimo lo sgomento e l'impotenza che percepii, come mamma di una ragazza di sedici anni. Arrivata sul posto cercai di capire la situazione e una grande rabbia mi spinse ad andare all'ospedale dove erano stati ricoverati la ragazza in questione ed il suo fidanzatino. Cosa facevo lì nella gelida sala dell'ospedale San Giovanni? A parte il cercare di capire la veridicità del fatto, dalle pochissime frammentarie notizie, ero basita, spaventata, sgomenta, impotente, cercavo  qualcosa... Fu in quella fredda nottata che nacque l'idea di costituire un Comitato cittadino. Lo stupro era ormai accertato e conclamato, avvenuto in una città metropolitana, in un parco pubblico aperto alle famiglie, alle ore 18 di un freddo pomeriggio di San Valentino. Il giorno seguente, sgomenta per ciò che era accaduto, iniziai con altri volontari a picchettare il parco, gremito di televisioni nazionali e straniere, di giornalisti, di autorità politiche. Nacque così il Comitato "Io Donna- Comitato Donne per la Sicurezza". Da quel momento non ci fu più tregua per mesi: organizzazioni di eventi, fiaccolate, le prime ronde rosa, picchetti di protesta, apparizioni televisive, interviste, dibattiti... il mio  telefono squillava 24 ore al giorno! Nei mesi successivi continuai la mia attività all'interno del comitato, cullando il sogno di trasformarlo in associazione, un'associazione apolitica con la missione di dire basta alle violenze sulle donne e sui bambini,  un'associazione che potesse avvicinare tutte quelle donne, tutte quelle persone indifese che per timore e vergogna si isolano nelle loro tragedie. Ebbene, proprio a distanza di un anno da quel tragico giorno, il 14 febbraio 2010, il caso ha voluto che ad una cena tra amici, decidessimo di costituire l'associazione "DONNE PER LA SICUREZZA ONLUS" a livello nazionale (Video promo http://www.youtube.com/watch?v=IticGMGKPmg&feature=related).

In cosa consiste l'assistenza che fornite alle donne che si rivolgono a Voi?
"Diamo assistenza legale, psicologica e assistenza per la protezione qualora occorra. Ci avvaliamo di un team di professionisti tra cui annoveriamo: l'avvocato Vittorio Messa, l'avvocato Rosalba Valori, l'avvocato Andrea Piccioni, la psicologa Letizia Ruotolo e lo psicologo Bozza che svolgono la loro attività a titolo gratuito".

Parlando di violenza all'interno della coppia: secondo Lei, un corretto approccio al problema, potrebbe passare anche dal riconoscere apertamente, e senza ipocrisie, che la violenza, molto spesso, è anche della donna nei confronti dell'uomo? 
"Assolutamente d'accordo. Credo però che è meno diffusa proprio perché l'indole della donna è diverso da quella maschile. La donna è meno pragmatica, tende a "ragionare" con il cuore e tende a sopportare tutto per amore dei figli e per paura; al contrario gli uomini utilizzano la violenza fisica. Nel caso in cui  l'uomo subisce violenza all'interno della coppia, che in genere è sempre una violenza psicologica, lui tende a tacere per una forma di vergogna o per paura di essere ridicolizzato".

Quali sono le iniziative da Voi intraprese e quelle che intendete prendere? 
"Le iniziative intraprese sono molteplici. La nostra associazione si regge sulle iscrizioni e le donazioni fatte dagli iscritti, per questo attiviamo spesso convegni ed eventi che ci permettono di farci conoscere e di sostenerci. Ricordiamo, tra i più importanti, il primo convegno nazionale svoltosi a Roma, nel giugno 2010 (video http://www.youtube.com/watch?v=4IJ8pkgKGvk); l'evento "XXX Tuning Team" a Terni, il cui ricavato e' stato devoluto all'associazione; il convegno voltosi a Narni "La Ferita in fondo all'Anima"; la "Giornata della Solidarietà" svoltasi a Segni; lo spettacolo teatrale svoltosi a Roma, "Io Non Sono Wonder Woman", in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne nel novembre 2010; ancora, il nostro progetto di "Educazione alla Legalità nelle scuole", finanziato dall'Osservatorio Legalità e Sicurezza della Regione Lazio e, per ultimo, il Convegno "Violenza ...Oltre ogni limite", che si svolgerà l'8 aprile 2011 alle ore 16 a Palazzo Valentini, nella sala Mons. Luigi Di Liegro. Tale evento vedrà confrontarsi relatori di spessore, tra i quali, l'avvocato Vittorio Messa, lo psichiatra Giuseppe Magnarapa, l'assessore alla Sicurezza della Regione Lazio, Giuseppe Emanuele Cangemi, l'assessore alle Politiche della Scuola della Provincia di Roma Paola Rita Stella, l'avvocato Rosalba Valori, e molte testimonianze che ci aiuteranno a meglio a comprendere il percorso e la risoluzione della violenza.

Per contattarvi?
"Attualmente il nostro sito internet e' in fase di aggiornamento (www.donneperlasicurezzaonlus.it); abbiamo attualmente un account sul social network "Facebook" con circa 3.300 contatti (http://www.facebook.com/home.php#!/donneperlasicurezzaonlus). Il nostro indirizzo e-mail, invece, e' cerusicodonneperlasicurezza.b@gmail.com 

CONCLUSIONI. Donne, ragazze, bambine: denunciate i vostri aguzzini. Svergognate i vostri orchi. Qualcuno è sempre pronto ad ascoltarvi. E a difendervi. E' sempre bene informare, prima di tutto, le Forze dell'Ordine, che operano con efficienza e professionalità e che, per prime, sapranno indirizzarvi. Ma a volte questo non è possibile, per le più svariate ragioni. E' allora che non dovete demordere: la soluzione c'è. Quella mano è lì, pronta a prendere la vostra. E ad accompagnarvi lei per la via giusta.

Avv.  Marco Valerio Verni

29 Marzo 2011

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