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Dal 27 gennaio al 10 febbraio nell’istituto scolastico

Venti scatti per ricordare il genocidio Rom e Sinti

L’esposizione č stata organizzata dalla Fondazione Reset, dall’Arall in collaborazione con l’amministrazione

MARCELLINA - Scatti in mostra per non dimenticare. Il 27 gennaio, infatti, nell'istituto scolastico comprensivo, verrà inaugurata la mostra fotografica "Rom e Sinti il Genocidio dimenticato". Si tratta dell'esposizione di 20 scatti, molto intensi, che raccontano il "Porrajimos": la Shoah del popolo Rom e Sinti. Gli scatti esposti sono stati messi a disposizione dall'Aizo Rom e Sinti di Torino. L'iniziativa è stata organizzata dalla Fondazione Reset, la Fondazione Regionale per le Autonomie Locali del Lazio, e dall'Arall in collaborazione con l'amministrazione comunale. La mostra resterà aperta fino al 10 febbraio prossimo.

LA MOSTRA: L'IMPEGNO DELL'AMMINISTRAZIONE. L'opportunità di ospitare l'allestimento è stata accolta con vivo entusiasmo dall'amministrazione cittadina e dalle autorità scolastiche locali. Entusiasmo è stato manifestato in particolare dal sindaco Alfredo Ricci e dalla consigliere comunale Leontina Ionescu, la prima cittadina rumena mai eletta a questa carica in Italia.

PARLA IL PRESIDENTE DELL'ARALL. "L'olocausto del popolo Rom e Sinti - ha detto il presidente dell'Arall Donato Robilotta - rappresenta una delle pagine più buie e dimenticate della storia contemporanea del Vecchio Continente; l'allestimento di questa mostra fotografica per il "Giorno della Memoria" è stato pensato proprio per gettare un fascio di luce su quello che è giusto definire un inaccettabile oblio".

PARLA IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE RESET. "In Italia - ha aggiunto il presidente della Fondazione Reset Francesco Chiucchiurlotto - sono presenti tra i 30 mila e i 40 mila rom di origine rumena, spesso insediati in piccoli centri; con questa iniziativa abbiamo voluto lanciare un messaggio di sensibilizzazione sull'erronea associazione che comunemente è fatta tra rom e rumeni e sugli sforzi d'interazione e mediazione culturale compiuti dai piccoli comuni per integrare queste comunità".

di Roberto Grande

26 Gennaio 2011

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