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L'ANGOLO DI FRA' PIO

Creature influenzabili: quando la speranza vince la negativitÓ del mondo

La vera tristezza non Ŕ quando, la sera, non sei atteso da nessuno al tuo rientro, ma quando tu non attendi pi¨ nessuno e pi¨ niente nella tua vita

Cari lettori,
questo mese, come argomento da condividere con voi, ho scelto quello dell' "influenza". Certo il periodo è quello giusto, perché siamo invasi dal virus dell'influenza, ma quella di cui voglio parlare io non è la malattia che si cura con le medicine che si acquistano in farmacia, ma quella che si cura con la speranza e che non si compra, ma è donata.

Ho deciso di parlare di quest'argomento dopo una telefonata che ho ricevuto da un amico. In una giornata normale di vita comunitaria, infatti, mi ha telefonato un carissimo amico, e già dai primi saluti avevo percepito uno stato d'animo abbattuto; dopo un po' mi ha esposto il motivo per cui stava così: il mondo va a rotoli, è pieno di fatti negativi...per essere concisi, il mondo è negativo e non ha senso continuare a viverci. La cosa strana è che lo avevo sentito un mese fa e non era così rassegnato...che cosa era successo quindi? Quale era il vero motivo di questa disperazione? Da circa un paio di settimane si stava frequentando con una ragazza e lei gli aveva fatto presente tutte le situazioni negative che ci sono nel mondo. Frequentandola, lo stato d'animo del mio amico era cambiato, perché la ragazza non faceva altro che incrementare e rafforzare le notizie negative che gli erano trasmesse dai media. Il mio amico, a poco a poco, si era lasciato influenzare. Con il suo modo di esprimersi lei lo aveva "contagiato" ed era successo quello che capita quando si sta vicino per un po' di tempo a una persona che ha il virus dell'influenza: nel 90 per cento dei casi te lo trasmette.

L'influenza può essere sia negativa che positiva e, in questo caso, è stata negativa: quindi possiamo influenzare gli altri con il nostro malumore, odio, tristezza, ecc... Se ci mettiamo a pensare scopriremo che se incontriamo una persona come l'amica del mio amico, che ci riempie di cose negative, il nostro stato d'animo cambierà, ma, come ho già detto, l'influenza può essere anche positiva...anzi lo deve essere. È vero, infatti, che basta che guardiamo qualcuno che ride, che subito dopo cominciamo a farlo anche noi, o quantomeno sul nostro viso si stampa un sorriso...e se ci domandassimo il perché, dovremmo ammettere che lo abbiamo fatto perché rideva l'altro, quasi senza un reale motivo.

Questo accade perché il nostro stato d'animo, i nostri pensieri e le nostre convinzioni sono influenzabili: è come se da noi uscisse un "influsso contagioso". Quale è il motivo per cui usiamo questo influsso? Semplicemente perché vogliamo rendere compartecipe l'altro del nostro stato d'animo: "compartecipe", cioè partecipe insieme con me. Vogliamo che l'altro abbia il nostro stesso stato d'animo. Questo influsso non è negativo, anzi è un dono, ma spesso è usato in modo sbagliato.   

Il dono che Dio ci ha fatto lo abbiamo per collaborare al bene comune, sforzandoci di contribuire alla felicità dell'altro. Purtroppo però, spesso, ci sforziamo per contribuire alla disperazione del prossimo, e così facendo lo contagiamo con il nostro stato d'animo e automaticamente ci convinciamo che non si tratta solo del nostro pensiero, ma che, in realtà, è un dato di fatto che il mondo sia indirizzato all'auto-distruzione.

Ogni individuo dovrebbe essere consapevole della propria influenza e usarla per la felicità dell'altro attraverso: la forza vivificante della fede, il coraggio di mettersi in gioco e la dolce fragranza dell'amore, che è l'unica dalla quale ogni creatura è attratta.

Chiunque avrà contatto con una persona positiva sarà influenzato dal suo stato d'animo e dal suo pensiero positivo, anche se prima di incontrarla era depresso o irritato. La realtà è che siamo circondati da fatti e pensieri negativi, ma il vero problema è che non rispondiamo positivamente a questi fatti e a questi pensieri ma ci lasciamo affogare, impassibili. Il nostro compito, quello di noi cristiani, è quello di trasmettere la gioia, la fede, la speranza e la carità, proprio in questo mondo e proprio in questi tempi. Agendo così scopriremo che qualsiasi persona irritata o disperata che viene a parlarci non ci influenzerà con il suo stato d'animo, ma si allontanerà da noi pieno di speranza.

In questo tempo dove siamo invasi da pensieri e notizie negative che ci sono vendute dai media è urgente andare controcorrente, è necessario mostrare il sorriso ad un'umanità che non sa più sorridere, è necessario mostrare la voglia di vivere a tutte le persone che non hanno più voglia di farlo e che cercano solo di sopravvivere. È necessario far capire che la vita, quella vera, non è un "reality televisivo", ma è un dono, è un regalo fatto da Dio che non va messo da parte ma deve essere aperto e utilizzato.

Essere vivi: questo è il motivo per essere felici. Fino a quando siamo vivi, abbiamo sempre qualcosa da dire a questo mondo: la persona che si fa schiacciare dalle negatività pian piano smette di lottare, e così facendo si trova incapace di vivere.

A chi mi dice che "siamo alla frutta" rispondo: allora c'è ancora tempo per il caffè e il digestivo. Iniezioni di speranza per questo mondo che ha smesso di sperare, avvolto dalla tristezza e dalla solitudine interiore. La vera tristezza non è quando, la sera, non sei atteso da nessuno al tuo rientro in casa, ma quando tu non attendi più nessuno e più niente nella tua vita. La solitudine più nera, non la soffri quando trovi il focolare spento, ma quando non lo vuoi accendere più: neppure per un eventuale ospite di passaggio. Quando pensi che per te la musica sia finita e ormai i giochi siano fatti, e che non ci saranno più soprassalti di gioia per una buona notizia, vuol dire che ti stai facendo influenzare dal pensiero negativo, vuol dire che anche te, come molti altri, sei a corto di speranza.  

Ai media che ci vogliono influenzare e far credere che non c'è niente di positivo, bombardandoci di notizie negative ed escludendo dalle loro scalette le notizie positive, per farci rassegnare e sopravvivere, dobbiamo rispondere no! Facciamo capire che noi non ci rassegniamo, noi speriamo, noi lottiamo per un mondo migliore.

Oggi le persone che sperano sono considerate come i bambini che credono a Babbo Natale. Sperare in un mondo migliore non è credere alle favole, a patto che sia fatto lottando, andando con la propria vita contro corrente. In questo periodo quando testimonio la speranza, mi sento rispondere che al mondo d'oggi dobbiamo essere razionali, ma quelli che mi dicono così non capiscono che è proprio quello che testimonio io. Non si può essere razionali se non si vive di speranza, perché il vero razionale è chi conserva nel proprio cuore e nella propria mente tutti gli avvenimenti, e che rileggendoli scopre che ci sono molti fatti positivi insieme a quelli negativi, e gli avvenimenti positivi servono a infondere nel proprio cuore la speranza, la certezza che lottando si può migliorare.

Vi faccio un esempio: una persona ci regala un sacco con dentro 600 biglie e, a nostra insaputa, solo in dieci di queste ci sono assegni da 10 mila euro. Chi ci ha dato il sacco ci dice di aprire tutte le biglie e di tenerci il contenuto... Sicuramente nell'aprirle scopriremo che ce ne sono 590 vuote e dieci con un assegno da 10 mila euro. Ecco, la persona che vive di speranza ha la fiducia che dentro alcune biglie ci sia qualcosa di bello, un regalo, e con questa speranza le apre tutte e così facendo scopre che la persona che gli ha dato quel sacco gli ha donato una somma totale di 100 mila euro. L'uomo che non vive di speranza, che crede che tutti vivano per i propri interessi e per fregare sempre il prossimo, dopo aver aperto una decina di biglie vuote, lascia il sacco e se ne va triste convinto di essere stato preso in giro e confermando l'idea che la vita è una fregatura, ignaro di aver perso 100 mila euro. Ecco la vita è un dono che vale molto di più di questa somma, basta viverla, aprendo il dono di ogni giorno come una biglia...e quando avremo finito di aprire tutti i giorni, scopriremo di aver vinto una somma infinita.  

I grandi sportivi, quelli che rimangono nella storia e che battono i record mondiali, non sono quelli che si limitano a fare gli allenamenti, non sono quelli che si rassegnano ad arrivare secondi, ma sono quelli che si mettono in gioco quotidianamente, per superarsi sempre. La vita cari amici non è una fregatura, ma è un dono, che ci viene da Dio stesso, e i doni che Dio ci fa sono sempre gratuiti: l'unica cosa che il Signore ci chiede in cambio è il vivere la vita proiettati verso il futuro! E non c'è futuro se non c'è speranza. In questo mondo che ha molte imperfezioni, dobbiamo viverci armati di speranza, per costruire insieme ponti di dialogo e abbattere i muri dell'odio, dell'indifferenza, dell'intolleranza e della discriminazione. Se veramente desideriamo un mondo migliore, dimostriamolo con i fatti...perché se ci rassegniamo e ci facciamo influenzare dai pensieri negativi non miglioreremo mai niente. Non facciamoci sconfiggere dal male ma vinciamo il male con il bene.

di Fr. Pio Maria della Divina Misericordia (Comunità Mariana Oasi della Pace) 

21 Gennaio 2011

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