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EDITORIALE

A.A.A. genio della lampada cercasi...

L’attimo perfetto in una goccia d’ambra

Doisneau ‑ Le Baiser de l'Hôtel de Ville

Mettiamo il caso che ripulendo la vecchia soffitta della nonna ritroviate un'antica lampada ad olio e, non resistendo alla tentazione, la strofiniate ed ecco che per magia appaia un genio addobbato con pantaloni alla zuava, scarpe con punte ricurve, pelata ed orecchino...il classico genio insomma. E mettiamo anche che questo genio della lampada si offra di esaudire uno e soltanto un desiderio: spieghiamoci bene, niente desideri di pace nel mondo o di cibo e salute per tutti gli abitanti del pianeta. No, niente del genere, per una volta dovreste essere egoisti e scegliere un desiderio che riguardi solo voi.

A questo punto cosa chiedereste? Una montagna di soldi in cui fare il bagno tre volte al giorno? Un mese su di un'isola deserta in compagnia delle veline? Oppure un bar sulla spiaggia ai Caraibi, con 365 giorni all'anno di bel tempo, l'acqua eternamente chiara incendiata da un tramonto perfetto e la sabbia calda sotto i piedi nudi...in fondo la fantasia è una delle poche cose ancora gratuite al giorno d'oggi ed ognuno di noi ha tanti piccoli sogni nel cassetto da tirar fuori all'occorrenza.

Io, personalmente, chiederei un superpotere: il potere di fermare il tempo almeno una volta nella vita, la possibilità di fermare l'attimo perfetto e di farlo diventare infinito. Non credo sia desiderio di poco conto, si vive dei ricordi degli attimi perfetti vissuti ed in attesa del successivo, alla ricerca di quell'istante che annulla il tempo e lo spazio, l'unico momento che riesce a dare un senso compiuto a questo affannoso vivere. E quando quell'attimo arriva è una folgorazione, non si può equivocare anche quando è la prima volta che lo si incontra, il riconoscimento è immediato quanto intenso, uno sconosciuto dal viso noto che ci prende per mano promettendoci di assaporare il giardino delle delizie se ci concederemo a lui senza riserve.

E quando la decisione è presa, in quel preciso istante, il mondo si ferma, tutto intorno scompare e magari quel sorriso colpevole di questo cataclisma è l'unica cosa viva nell'universo, l'unica cosa che importi davvero. Quello sguardo è un'enorme buco nero che tutto ingoia e tutto trasforma, nessuna paura contamina quell'istante, nessun timore, solo gioia, solo amore.

È un attimo che trasforma il passato e modella il presente; non esiste futuro nell'attimo perfetto, tra un istante sarà già finito e la giostra del mondo tornerà a girare. Non esiste consapevolezza negli altri miliardi di esseri umani di quanto è successo, nessuno si renderà conto di aver smesso di vivere per un istante, solo tu lo saprai, tu e l'Essere che ha condiviso con te quell'istante perfetto, protagonisti unici di un evento irripetibile.

Certo, ci saranno altri attimi perfetti o, perlomeno, cercheremo di viverne altri, ma nessuno sarà come quello, istante effimero che durerà nella mente, quello sì all'infinito. Eppure sono convinto che non possa finire così, troppo grande è il suo potere, troppo violenta la sua forza. Preferisco pensare che in quell'istante il nostro Io si sdoppi e cominci a vivere in un universo parallelo creato da quella magia scaturita da un incontro che non può diventare solo un ricordo impolverato. No, in quell'attimo perfetto una parte di noi, la parte migliore di noi, continuerà a vivere in eterno, come una foglia cristallizzata in una goccia d'ambra, vita sospesa e completa in se stessa. Ecco il mio desiderio...genio della lampada cercasi.  

di Roberto Grande

28 Dicembre 2010

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