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Grande la risposta per la ricerca durata 4 anni

In un oratorio gremito, si sono discussi i risultati dell'indagine: "Territorio e comunitÓ"

Relatore dell'incontro Ŕ stato il responsabile del settore territorio della Caritas di Roma, Fabio Vando. Presente il parroco Don Paolo e buona parte dell'amministrazione comunale

Nella foto di home page: Fabio, Sergio e Carmela, tre degli organizzatori del lavoro di ricerca (Foto: Ste. Pa.) - Nella foto interna: un'immagine della sala dell'oratorio gremita (Foto: Ste. Pa.)

FIANO ROMANO - L'oratorio di Santa Maria delle Grazie, gremito come poche volte, ha accolto con accentuato entusiasmo e crescente interesse l'incontro voluto dal parroco Don Paolo Quatrini e da tutta la parrocchia per discutere i risultati della ricerca, condotta direttamente nel territorio, su quelli che sono stati i cambiamenti vissuti dal paese negli ultimi anni e le relative conseguenze sui rapporti sociali.

LA RELAZIONE DI FABIO VANDO, COORDINATORE DEL PROGETTO. Ad introdurre gli ospiti e i relatori è stata Carmela Pallaria, una delle organizzatrici del progetto che ha sempre creduto nel grande valore di questa ricerca. Fabio Vando è il responsabile settore territorio della Caritas di Roma ed "è stato subito lieto e contento di essere stato scelto per coordinare un progetto di questa portata". "Sono venuti fuori degli elementi molto interessanti - ha affermato Fabio Vando - abbiamo, anzitutto constato come la curva demografica sia schizzata in alto a partire dall'anno 2000 in poi. La tendenza globale è lo spopolarsi delle cittadine e il popolarsi delle grandi metropoli - ha proseguito il coordinatore - quindi ci siamo chiesti quale fosse il motivo di questa controtendenza di Fiano Romano. Sicuramente - ha aggiunto - il fatto che questo paese sia così ben collegato con Roma, attraverso l'autostrada, che ci sia stata una rivalutazione della via Tiberina negli ultimi anni e la presenza di una ricca zona industriale, capace di dar lavoro a migliaia di persone, sono tutti elementi che possono ben spiegare questa controtendenza. E' stato rilevato un aumento dei rumeni residenti rispetto agli albanesi; una grande quantità di uomini soli, separati da poco e di nuclei bi-famigliari e una certa resistenza dei "vecchi" fianesi nel dare spazio ai "nuovi" fianesi. La nostra domanda di partenza adesso è: la comunità parrocchiale come può mettere in relazione il "vecchio" con il "nuovo"? ha la possibilità di farlo? E' su questo - conclude- che bisognerà lavorare, perchè l'indagine appena conclusa e durata 4 anni, è soltanto il punto di partenza".

L'INTERVENTO DEL PARROCO DON PAOLO. "Credo sia giusto ribadire quanto già affermato da Fabio Vando - ha affermato il parroco Don Paolo - quando ha detto che questa non è una ricerca bensì una "ricercazione". Si tratta, infatti, di un'indagine conoscitiva nata dalle percezioni della gente comune che, intervistata, ha dato risposte in base al proprio modo di vedere la realtà circostante. Il discorso che vogliamo fare - prosegue il parroco - è a 360 gradi, abbraccia tutti e tutto; coinvolge il territorio nel suo insieme ed è importante rendersi conto di come la società cambia in base ai cambiamenti che il territorio subisce. La parrocchia - aggiunge Don Paolo - si trova ad entrare in tutte le maglie sociali e ad affrontare problemi e situazioni dei generi più svariati. E' in continuo movimento e si trasforma, non potrebbe fare altrimenti, in base ai parrocchiani, a quelli che arrivano e a quelli che se ne vanno. La parrocchia - conclude - si mette in discussione ogni giorno ed ogni giorno rinasce su sè stessa: quello che chiedo a tutti è di fare in modo che il Vangelo abbia valore ancora oggi, in modo da non perdere mai di vista il nodo essenziale: la vita".

di Stefano Papalia

16 Novembre 2010

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