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EDITORIALE

L’accesso all’acqua potabile è, finalmente, un diritto umano fondamentale

L'Onu approva la risoluzione non giuridicamente vincolante ma sicuramente un passo in avanti per il diritto internazionale

Dopo ben quindici anni di dibattiti, è stata finalmente approvata dall'Assemblea Generale dell'ONU una risoluzione che eleva a rango di "diritto umano fondamentale" quello dell'accesso all'acqua potabile e ad uso igienico.

In un mondo dove la gestione pubblica del servizio idrico ha spesso incontrato notevoli difficoltà per la mancanza cronica, a volte dolosa, di investimenti ed interventi di manutenzione degli impianti, e nel quale si è assistito ad un rapido incremento della popolazione mondiale, non potevano più passare inosservate le impietose quanto drammatiche stime effettuate dalle stesse Nazioni Unite: 884 milioni di persone non hanno accesso all'acqua e, ogni anno, ben 1 milione e mezzo di bambini muore per malattie legate alla carenza della stessa (acqua) o di strutture igieniche.

A scuotere le coscienze, dunque, ci ha pensato la Bolivia, la cui proposta è stata accolta con 122 voti favorevoli, nessun contrario e 41 astensioni (eclatanti, ma forse non troppo, quelle di Usa, Gran Bretagna, Canada e Australia, motivate da un possibile "pericolo" - quale? - per le trattative in corso d'opera presso il Consiglio dei Diritti Umani di Ginevra, vertenti proprio sui diritti legati all'acqua).

Sia ben chiaro: questa risoluzione non è giuridicamente vincolante, e giunge in netto ritardo rispetto alla sensibilità sociale. Ma è pur sempre un indubbio passo in avanti per il diritto internazionale ed un chiaro messaggio affinché, alla luce del suo contenuto, si ispiri il dialogo ed il confronto tra i governi, il settore privato, gli enti locali, le diverse organizzazioni della società civile, le istituzioni accademiche, affinché si  tenda tutti, inesorabilmente, alla soluzione di questo gravoso e mortale problema, senza discriminazione alcuna e sopraffazione dei più deboli.

Sperando che quanto deciso nel Palazzo di Vetro, nella storica notte del 29 Luglio 2010, non rimanga espresso solo attraverso le parole, giunga al cuore di ogni abitante della Terra, affinché ne divenga testimone e, nel suo piccolo, primo artefice concreto, l'eco di questo storico messaggio nel quale si dichiara che "l'accesso ad un'acqua potabile pulita e di qualità e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell'uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita e di tutti gli altri diritti umani" ("...the right to safe and clean drinking water and sanitation as a human right that is essential for the full enjoyment of life and all human rights" - Fonte del testo inglese: http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/Media.aspx).

Avv. Marco Valerio Verni

24 Agosto 2010

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