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EDITORIALE
La scrittrice e quel premio Nobel per la Letteratura mai ricevuto
"Scrivere è un dono di Dio": così Alda Merini parlava del suo lavoro. Una donna, una poetessa, una scrittrice contemporanea che purtroppo pochi della mia generazione conoscono.
E' venuta a mancare e mi sono resa conto dell'ingiusta sorte toccata a lei come a tanti altri poeti, scrittori ed artisti italiani: se non vinci un premio importante non ti conoscono, se non sei nei libri di scuola non ti conoscono, se scegli di scrivere vieni conosciuto solo da quei pochi che amano leggere, dai quei pochi che ancora hanno voglia di ritrovare nei versi le emozioni, il dolore, l'amore e la vita.
Una donna diversa, non solo per il fatto di essere poeta, ma anche e soprattutto per la sua malattia che l'aveva portata a vivere e subire le violenze dei manicomi. Ed in qualche modo questo l'aveva formata, ma non aveva mai spento la tempesta, l'esuberanza che animava la sua vita. In fondo, come diceva Nietzsche, "bisogna avere un caos dentro di sé per generare una stella danzante" e Alda il suo "caos interiore" l'ha sempre mantenuto e le ha permesso di dare vita al bene prezioso ed immortale che sono le sue poesie.
Per lei era stato creato un "Comitato Pro Nobel": un premio che non è arrivato alla Merini in vita e che speriamo giunga quanto prima per colmare la lacuna in cui cade spesso la poesia.
Per la Merini mercoledì scorso sono stati celebrati i funerali di Stato.
Di lei si sono interessati tanti letterati italiani di fama internazionale come Oreste Macrì, David Maria Turoldo, Salvatore Quasimodo, Pier Paolo Pasolini, Carlo Batocchi, Maria Corti e Giovanni Raboni.
Con questo breve editoriale vogliamo ricordarla, ringraziarla per aver speso la sua intera vita a scrivere le sue emozioni, per aver avuto il coraggio e la forza di rendere immortale la sua esistenza e nel farlo ricordarci che siamo tutti importanti perché proviamo qualcosa...perché se coltiviamo i nostri "talenti" fino alla fine diamo un senso alla nostra esistenza.
Tutti viviamo, tutti amiamo ma sono pochi coloro che riescono a mettere le proprie emozioni sulla carta...lei ci riusciva.
Ciao Alda! Grazie! La redazione di TevereNotizie vuole ricordarti con i tuoi versi immortali:
"La mia poesia è alacre come il fuoco,
trascorre tra le mie dita come un rosario.
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninna nanna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce".
(Alda Merini)
LA BIOGRAFIA. Alda Merini è nata a Milano il 21 marzo 1931; esordì a soli sedici anni, sotto l'attenta guida di Angelo Romanò e Giacinto Spagnoletti. La sua prima raccolta di poesie, "La presenza di Orfeo", uscì nel 1953 ed ebbe un grande successo di critica. Successivamente furono pubblicati: "Paura di Dio" (1955), "Nozze romane" (1955), "Tu sei Pietro" (1962). Queste quattro raccolte di poesie vennero poi raccolte nel 1993 nel volume "La presenza di Orfeo". Dopo vent'anni di silenzio, dovuto alla malattia, sono state pubblicate: "La Terra Santa" (1984), "Testamento (1988), "Vuoto d'amore" (1991), "Ballate non pagate" (1995), "Fiore di poesia" (1951-1997) (1998), "Superba è la notte" (2000), "Più bella della poesia è stata la mia vita" (2003), "Clinica dell'abbandono" (2004), "L'anima innamorata" (2000), "Corpo d'amore, Un incontro con Gesù" (2001), "Magnificat. Un incontro con Maria" (2002), "La carne degli Angeli" (2003). La sua produzione di prosa: "L'altra verità. Diario di una diversa" (1986), "Delirio amoroso" (1989 e 1993), "Il tormento delle figure" (1990), "Le parole di Alda Merini" (1991), "La pazza della porta accanto" (1995, Premio Latina 1995, finalista Premio Rapallo 1996), "La vita facile" (1996), "Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi" (1998) e "Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta" (1999), "Aforismi e magie" (1999-2003), "Raccolta di aforismi, e l'antologia di poesie Folle, folle, folle d'amore per te. Poesie per giovani innamorati" (2002).
I PREMI. Alda Merini nel 1993 ha ricevuto il Premio Librex-Guggenheim "Eugenio Montale" per la Poesia, nel 1996 il Premio Viareggio, nel 1997 il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia.
ALCUNE POESIE.
Veleggio come un'ombra
"Veleggio come un'ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l'inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s'addormenta mai"
(Alda Merini)
Sogno d'amore
"Se dovessi inventarmi il sogno
del mio amore per te
penserei a un saluto
di baci focosi
alla veduta di un orizzonte spaccato
e a un cane
che si lecca le ferite
sotto il tavolo.
Non vedo niente però
nel nostro amore
che sia l'assoluto di un abbraccio gioioso".
(Alda Merini)
A tutte le donne
"Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore".
(Alda Merini)
Ai giovani
"Bella ridente e giovane
con il tuo ventre scoperto,
e una medaglia d'oro
sull'ombelico,
mi dici che fai l'amore ogni giorno
e sei felice e io penso che il tuo ventre
è vergine mentre il mio
è un groviglio di vipere
che voi chiamate poesia
ed è soltanto tutto l'amore
che non ho avuto
vedendoti io ho maledetto
la sorte di essere un poeta".
(Alda Merini)
Ringrazio per la realizzazione di questo editoriale Caterina Fava e Roberto Grande: sono stati loro ad incoraggiarmi a pubblicarlo. Scrivere di una così grande donna mi aveva intimorito: c'è stato un momento nel quale non mi sono sentita degna di scrivere di lei, mi sembrava di non riuscire a darle il giusto peso, di non trovare le parole adatte. A loro va il mio personale grazie per questo e per tutto il loro lavoro che ogni giorno svolgono in questa redazione.
di Gioia Maria Tozzi
- 05 Novembre 2009
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E' stata un'emozione leggere le emozioni scritte!
Commento inviato il 05-11-2009 da stefano papalia