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DUE GIORNI DI SCIOPERO E NON E' ANCORA FINITA

Proteste davanti Aiazzone: 80 in cassa integrazione e stipendi non pagati

“Abbiamo appena ricevuto il bonifico per il mese di settembre e siamo pronti a scioperare ancora” gridano i dipendenti

(Foto: Stefano Papalia)

(Foto: Stefano Papalia)

CAPENA – Due giorni di proteste e scioperi davanti al mobilificio Aiazzone della Città d'Arte. 80 dipendenti sono stati mandati in cassa integrazione con soli due giorni di preavviso e tutti hanno protestato per il mancato pagamento degli stipendi di ottobre e novembre nonché della quattordicesima. Alla protesta dei dipendenti si è unita quella dei trasportatori che non vengono pagati per i loro servizi, addirittura da maggio, e che sono stati costretti a pagarsi da soli la benzina per le consegne. Lo sciopero dei lavoratori di Aiazzone è durato due giorni e sembra essere soltanto la punta di un iceberg. 

LA VOCE DEI DIPENDENTI ARRABBIATI E SDEGNATI. Le parole si sovrappongono e c’è la smania di dire, anzi di gridare lo scandalo a cui sono costretti ad assistere quotidianamente. “80 lavoratori della sede di Capena - dicono i manifestanti - sono stati mandati in cassa integrazione con soli due giorni di preavviso: 24 mesi per i dipendenti con contratto a tempo indeterminato e 12 mesi per gli apprendisti”. Le voci sono univoche ed è impossibile distinguere, tirare fuori un nome, sono tutti compatti nella difesa dei loro diritti che considerano calpestati in modo indegno. “E’ stato siglato un accordo sindacale in cui si è prevista la cassa integrazione per un numero pari a 236 unità lavorative su tutto il territorio nazionale - continuano a dire i lavori che protestano davanti alla sede del mobilificio - Alla stipula di tale accordo i sindacati non hanno preteso che prima di ogni azione atta alla diminuzione del numero di dipendenti, venissero sanati tutti i debiti dell’azienda nei confronti dei suoi lavoratori: stipendi non pagati, Tfr e quant’altro. O meglio, secondo l’accordo il pagamento degli arretrati sarebbe in base ai risultati raggiunti con le vendite". I dipendenti si trovano in pessime condizioni di lavoro: “siamo costretti a rispondere alla minacce telefoniche dei clienti imbestialiti perché ancora non ricevono la merce dopo mesi e non la ricevono, perché i fornitori non vengono pagati”. E si fatica a credere alla verità quando dicono: “il direttore del centro di Pomezia è stato picchiato da un gruppetto di clienti insoddisfatti ed esasperati”. Una logica conseguenza sono gli annullamenti degli ordini da parte di chi perde la fiducia e ha paura di fare un cattivo acquisto: “il 50 per cento degli ordini sono stati già annullati”. Nella giornata del 7 dicembre è arrivato da Torino l'amministratore delegato Giuseppe Gallo che ha annunciato un piano per saldare gli stipendi: "il pagamento del 50 per cento della busta paga di ottobre è stato fissato per il 13 dicembre", se non dovesse venire mantenuta la parola è pronto un altro sciopero, ancora più visibile di questo. I dipendenti hanno tenuto a sottolineare che "l'amministratore Gallo non sembrava essere a conoscenza delle reali condizioni della propria azienda, dal momento che non ha saputo dare risposta a specifiche domande poste dai lavoratori”.

PARLANO I TRASPORTATORI COSTRETTI A PAGARSI ANCHE IL CARBURANTE. “E’ da maggio che non percepiamo alcun pagamento per i nostri servigi - hanno detto i trasportatori - L’azienda ci ha sempre promesso che ci avrebbe pagato e noi abbiamo continuato a lavorare, ma ad oggi non lo ha ancora fatto. Molti di noi – aggiungono – si sono indebitati fino al collo per pagare il carburante e per coprire le spese vive ed ora sembra che vogliano mandarci via. Non sappiamo più cosa fare”. I trasportatori sono i padroncini dei propri camion e sono dei fiduciari dell’azienda, quindi hanno un contratto differente rispetto agli altri dipendenti.

di Stefano Papalia

Capena - 09 Dicembre 2010

Articolo scritto da Stefano Papalia
Redazione TevereNotizie.com

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1.

Buonasera,
vorrei capire come mai lo Stato, la magistratura e tutte le altre istituzioni, non hanno e non fanno nulla contro questi lestofanti. Ci sono svariate denuncie contro di loro, fatte da dipendenti come me e da clienti; siamo finiti su Rai 3 ma non è successo nulla; hanno evaso il fisco per migliaia di euro ma a questa gente non accade nulla, io se non pago la rata del finanziamento vengo segnalata come cattiva pagatrice, e se non pago le bollette di utenza mi staccano la luce/gas. Cosa si deve fare per far sì che questa gente paghi per quello che sta facendo? Una dipendente disperata

Commento inviato il 09-12-2010 da ELENA KAPPELMAYR

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