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NOVITA' AL CINEMA

A-Team: un film che diverte e non annoia mai

Come direbbe il colonnello Smith, mettendo in bocca l'immancabile sigaro: "Adoro i piani ben riusciti"

Le sequenze di preparazione del piano, come anche quelle a bordo di diversi mezzi di trasporto, la tradizionale ritrosia di PE per il volo e il rapporto burrascoso con Murdock, più divertente che mai, ricordano in modo impeccabile quella serie televisiva cult con cui la generazione degli anni '80 è cresciuta. Si comincia ad intravedere un'idea comune a tutti gli adattamenti filmici delle serie televisive anni '70 e '80, un taglio decisamente ironico, in linea con lo sguardo che lo spettatore di oggi può avere nei loro confronti.

LA TRAMA. Il regista Joe Carnhan non poteva fare scelta migliore. Non è partito da una delle tante imprese compiute dai quattro dell'A-Team durante le stagioni della serie tv, ma ha deciso di partire dall'inizio. Ed ecco che il colonnello Hannibal Smith, alias Liam Neeson, si ritrova nel deserto per salvare il suo amico e commilitone, il tenente Sberla, alias Bradley Cooper. Lungo il suo cammino incontra il sergente, congedato per divergenze, P.E. Baracus, alias Quinton Jackson, a bordo dell'irrinunciabile furgone nero Gmc. Riescono a salvare Sberla, ma finiscono in un ospedale e l'unico modo che hanno per scappare è quello di chiedere l'aiuto del capitano pazzo e pilota di elicotteri, Murdock, alias Sharlto Copley. Con un cambio di scena si salta in avanti di sei anni, il cinema lo può fare...i 4 sono diventati una squadra, ma non una qualsiasi, sono diventati l'A-Team, la squadra Alfa, la migliore che l'esercito americano abbia a disposizione. Vengono chiamati per le missioni impossibili, dove chiunque fallirebbe loro vincono. Ma l'invidia e il tradimento sono i nemici più temibili del successo e sarà proprio con un tradimento che la loro leggenda inizierà.

QUALCHE CURIOSITA'. Il celebre furgone della serie televisiva sull'A-Team faceva parte della serie G della GMC del 1983. Era stato preparato da un'apposito laboratorio degli Universal Studios. Il motore aveva ricevuto delle modifiche a livello di carburatore e di scarico. I cerchioni erano "turbine style" da 15", neri con finiture rosse. Davanti montava le gomme 235/65 e dietro le 275/65. Il colore predominante era il nero, intervallato da striature rosse sulle fiancate ed un vistoso alettone dietro. Sul muso anteriore spiccava un vistoso bullbar nero accompagnato da quattro fari fendinebbia in basso e altri quattro sul tetto. Dietro c'erano ben quattro scarichi quadrati. Ma era senza dubbio sui lati che dava il meglio i sé, dove comode porte scorrevoli permettevano rapide sventagliate di mitra a chiunque capitasse a tiro.

di Stefano Papalia

- 23 Giugno 2010

Articolo scritto da Stefano Papalia
Redazione TevereNotizie.com

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